Last updated on Luglio 23rd, 2021 at 01:54 am
Milli Hill, fondatrice del Positive Birth Movement, una rete di 400 gruppi di sostegno per le donne incinte, autrice di veri successi sulla salute femminile, ĆØ stata Ā«cancellataĀ» per aver suggerito ā in un commento a un post di Instagram ā che la violenza durante il parto ĆØ commessa contro le donne e non contro le Ā«persone che partorisconoĀ». Insomma, che a partorire sono le donne e non un qualche essere generico, più o meno sessuato ad libitum.
Esclusa perchĆ© non abbastanza āinclusivaā
Amy Gibbs, CEO di Birthrights, una charity che si batte per i diritti umani durante il parto e con cui la Hill ha lavorato per anni, ĆØ Ā«preoccupata per i commenti [ā¦] sulla violenza ostetricaĀ». CioĆØ preoccupata per la valanga di odio che ha colpito una donna che da anni si batte per i diritti delle donne? MacchĆ©! Preoccupata, al contrario, per quel che Ā«potrebbe accadere a persone non binarie o trans che partoriscanoĀ». SƬ, proprio cosƬ: āuomini che partoriscanoā, ovvero i cosiddetti Ā«papĆ cavalluccioĀ». Il ādannoā che lāaffermazione Ā«solo le donne partorisconoĀ» potrebbe portare alla sensibilitĆ di una esigua (ma evidentemente potente) minoranza di persone, porta la Birthrights a chiudere lāimportantissima collaborazione con unāopera di sostegno alla maternitĆ che non si piega al politicamente corretto.
In ābuonaā compagnia
Era giĆ toccato allāostetrica Lynsey McCarthy Calvert, costretta alle dimissioni dallāOrganizzazione nazionale per lāostetricia per avere scritto su Facebook che solo le donne possono partorire. E pure a Maya Forstater, licenziata per aver affermato che Ā«gli uomini non possono trasformarsi in donneĀ».
E persino la scrittrice J.K. Rowling ā definita ridicolmente Ā«transfobicaĀ», lei che non ha nulla contro gli LGBT+ ma molto buonsenso sƬ ā era finita sulla graticola un anno fa per avere twittato Ā«Se il sesso non ĆØ reale, la realtĆ vissuta dalle donne a livello globale viene cancellataĀ».
Chi paga? Ancora le donne
Morale, Milli Hill ha chiuso Positive Birth e a pagare saranno solo le donne, tutte, meno tutelate, meno difese, meno supportate nelle fragilità , spesso esposte a violenza vera, quella subdola e mal riconosciuta, che ne vede 4 su 10 dichiarare di aver subito azioni «lesive della propria dignità personale» in forma di maltrattamenti fisici o verbali durante il parto.
Ā«Si definisce violenza ostetrica quellāinsieme di azioni contro la donna che si trova a dover ricevere assistenza ostetrica. Si esplicita attraverso un trattamento aggressivo verbale o fisico, deliberatamente nocivo. Alcuni di questi trattamenti sono chiaramente contro la donna e contro il bambino e implicano l’obbligo di partorire in posizioni dolorose oppure attraverso azioni chirurgiche inutili (taglio cesareo o episiotomia), oppure l’allontanamento fisico tra i due impedendo l’allattamentoĀ». Rachele Sagramoso, ostetrica
Eppure resta anche da questo episodio assurdo e brutto del paradosso transumano che vorrebbe eliminare il concetto stesso di violenza contro le donne trasformandola in «violenza di genere». «I will not be silenced», risponde la Hill, a nome di tutte le donne colpite da questa nuova e subdola forma di violenza operata tramite una «terminologia offuscante che non è in grado di nominare le persone oppresse».














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