Transanalisi

«L’enigma Transgender» in un corso di formazione. Un tempo i cenacoli psicoanalitici erano più meticolosi

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Last updated on Luglio 29th, 2021 at 02:18 am

Il 2 luglio si apre a Ravenna un corso di formazione per operatori della psicologia dell’adolescenza del settore pubblico, dalle USL alle scuole. Organizzato dal Comune e dal locale dipartimento di Salute mentale, s’intitola Abitare i confini: corpo e mente in adolescenza e mira a porre l’accento «sull’importanza dei cambiamenti del corpo dell’adolescente e sulla multifattorialità della crisi adolescenziale», dal momento che «in adolescenza il corpo è protagonista indiscusso».

Come dare torto agli organizzatori? Colpisce e incuriosisce, però la prima relazione in programma: L’enigma Transgender, tenuta da una plurititolata collega, Anna Maria Nicolò, già presidente della Società psicoanalitica italiana.

Incuriosisce (maiuscolo a parte) perché il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud (1856-1939), aveva le idee chiare sul tema della identità sessuale e, con aggiustamenti e miglioramenti, le hanno avute anche i suoi epigoni. A nessuno, cioè, né ai freudiani ortodossi né agli innovatori – Carl Gustav Jung (1875-1961), Alfred Adler (1870-1937), John Bowlby (1907-1990), Melanie Klein (1882-1960) – sarebbe mai venuto in mente di pensare che la mamma potesse essere mandata in soffitta, senza introdurre differenze nell’economia psichica della famiglia, incidendo anche sullo sviluppo delle competenze emotive ed affettive del bambino. Insomma, un tempo «love is love» nei cenacoli psicoanalitici non si sentiva: erano salotti un po’ più meticolosi.

Ora, pur ignorando le nuove frontiere dell’identità fluida e intercambiabile, la psicoanalisi ha però curato, spesso con successo, migliaia di persone (in più paganti), allocate per mesi o anni sulle chaise-longue di mezzo mondo.

Invece le applicazioni pratiche delle idee nutrite dallo psicologo e sessuologo neozelandese John Money (1921-2006) sull’«identità di genere» hanno prodotto le aberrazioni e i disastri visti nel caso di Bruce-Brenda. La riassegnazione del sesso mediante terapia ormonale e la rieducazione del piccolo Bruce affinché diventasse Brenda non funzionò. Bruce fu cresciuto come Brenda, ma era uomo e, una volta cresciuto e conosciuta la verità, affrontò il ritorno fisico al sesso maschile. Ma Bruce era così infelice che alla fine si suicidò.

Chissà se al corso di aggiornamento di Ravenna gli operatori del settore verranno aggiornati anche su questo.

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