Biden terrorizza l’Africa

I vescovi cattolici contro il presidente “cattolico” dell’aborto e del gender

Image from SnappyGoat

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Last updated on marzo 15th, 2021 at 09:52 am

Le ripercussioni bioetiche della nuova Amministrazione insediatasi ieri alla Casa Bianca travalicano i confini nazionali. Attraversano l’Oceano e giungono fino in Africa. A poche ore dal giuramento di Joe Biden e Kamala Harris a Washington i capi della Chiesa Cattolica africana sono insorti contro l’agenda in favore dell’aborto del nuovo corso degli Stati Uniti.

Nuova amministratrice all’USAID

Le preoccupazioni riguardano lo USAID, l’agenzia governativa statunitense che si occupa di gestire gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo. Il 13 gennaio Biden ha annunciato la nomina all’amministrazione di questo ente di Samantha Power. Si tratta di una giornalista vincitrice del Premio Pulitzer e diplomatica, che, durante la presidenza di Barack Obama, ha avuto un ruolo nel Consiglio per la Sicurezza Nazionale dove si è distinta, tra le altre attività, per il sostegno alla causa LGBT+.

Un presidente pro-aborto e pro-LGBT+

Secondo alcuni capi della Chiesa Cattolica africana, contattati da AciAfrica, la nomina della Power innescherà «un attacco culturale e ideologico» al Continente Nero «attraverso la promozione di programmi contrari alla cultura africana, quali aborto e omosessualità». Mons. Emmanuel Badejo, della diocesi di Oyo, in Nigeria, ritiene che la Power complichi una situazione già sfavorevole, considerando che Biden, nonostante si definisca cattolico, si appresta a essere «il presidente più radicalmente pro-aborto e pro-LGBT+ della storia statunitense».

Il presule è dunque convinto che i prossimi quattro anni saranno molto difficili per la Chiesa. «Occorre rafforzare la fede per sopravvivere al conflitto» che scaturirà inevitabilmente con la nuova politica degli Stati Uniti, riflette mons. Badejo. Un giudizio, questo, pressoché identico a quello espresso da tempo dal presidente dei vescovi cattolici statunitensi, mons. José Horacio Gómez.

Veleno offerto come aiuto

Ciò che chiede il vescovo nigeriano, per mezzo di AciAfrica, è cioè un bagno di realismo sulla battaglia che attende i cristiani sul fronte della difesa della vita e della famiglia. «Abbiamo bisogno di un’educazione mirata», ha tuonato mons. Badejo, «di una catechesi appropriata, di una denuncia profetica del veleno che sarà offerto all’Africa sotto forma di aiuto e sviluppo».

Aborto insieme ad aiuti

Dal canto proprio padre Bonaventure Luchidio, direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Kenya, afferma che sì l’Africa necessita di un impulso nel sostegno allo sviluppo e negli aiuti umanitari, ma ritiene «non etico e immorale» includere queste necessità in un pacchetto che comprenda anche un’agenda radicale sui temi bioetici. La stessa preoccupazione è di padre Zacharia Samjumi, segretario generale del segretariato cattolico della Nigeria. «Alle organizzazioni che promuovono i valori tradizionali», denuncia, «è negato il sostegno finanziario, mentre quelle che si concentrano su stili di vita aberranti, contraccezione e aborto ricevono molto denaro».

Controllo della popolazione

Padre Samjumi offre l’esempio dell’ex presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, cattolico, che sarebbe stato «letteralmente snobbato dall’amministrazione Obama per avere firmato una legge che vieta i matrimoni omosessuali». Il mancato sostegno degli Stati Uniti, secondo il sacerdote, sarebbe costato a Jonathan la sconfitta contro il terrorismo islamico e la non rielezione al secondo mandato, nel 2015.

Padre Samjumi rileva che i programmi di agenzie occidentali in Africa mirano a promuovere «obiettivi imperialistici contro la vita», finanche «confondendo le menti impressionabili dei bambini nelle scuole a proposito della propria sessualità». Per padre Joseph Tanga-Koti, segretario generale dei vescovi cattolici della Repubblica Centrafricana, la nomina della Power farebbe parte di «un piano per ridurre la popolazione dell’Africa».

Una suora per la vita

Ma il prezzo da pagare sarebbe altissimo: «Morte, sterilità, sesso facile, prostituzione, violazione della dignità umana», elenca padre Tanga-Koti. Suor Paule Valérie Mendogo, della Congregazione delle Suore Serve di Maria a Douala, in Camerun, spiega che il desiderio dei fedeli in Africa è che finisca «la manipolazione di lobby e di mass-media, che promuovono e cercano mezzi per costringere gli africani a intraprendere una rivoluzione radicale anticristiana». La suora ricorda che «nelle lingue africane non esistono traduzioni per aborto e omosessualità». Ma la neolingua di marca owelliana è già pronta a sbarcare anche in Africa.

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