Last updated on Dicembre 11th, 2025 at 03:52 pm
Le Isole Faroe, un arcipelago tradizionalmente conservatore sotto la sovranità danese con una forte eredità luterana, hanno tragicamente legalizzato l’aborto su richiesta fino a 12 settimane di gravidanza, smantellando decenni di protezioni pro-vita che salvaguardavano i nascituri. Il 4 dicembre 2025, il parlamento ha approvato la misura con il margine più esiguo—17-16—a seguito di un tentativo fallito l’anno scorso terminato in parità. Questo cambiamento, in vigore dal 1° luglio 2026, sostituisce una legge del 1956 che limitava gli aborti ai casi di stupro, incesto, rischi per la salute materna o gravi problemi fetali, dove le isole mantenevano un tasso ammirevolmente basso di soli 3 ogni 1.000 donne—ben al di sotto della media europea di 16.
La decisione si piega ad anni di incessante attivismo, segnando una dolorosa erosione dei valori morali in una società in cui oltre il 70% si identifica come luterano. I sostenitori dell’aborto, guidati da gruppi come Fritt Val (Libera Scelta) formato nel 2017 da giovani donne che complottavano in segreto, hanno celebrato il voto come un “giorno storico” che afferma l’autonomia delle donne. Influenzata dalle pressioni esterne del Consiglio Nordico, dell’UN CEDAW e di ONG come Amnesty International, la campagna ha superato l’opposizione pubblica—recenti sondaggi hanno mostrato che solo il 46% era favorevole ai cambiamenti, con una maggioranza contraria.
I difensori pro-vita, tra cui parlamentari e gruppi come Pro Vita Isole Faroe, si sono fermamente opposti al disegno di legge durante un estenuante dibattito di sette ore, denunciandolo come un veleno per la società. Pro Vita ha elogiato coloro che si sono battuti per i nascituri, esponendo errori nella legislazione e avvertendo che le leggi liberali sull’aborto promuovono un insensibile disprezzo per i vulnerabili, compresi i maggiori rischi per i feti con disabilità—come evidenziato in nazioni come l’Irlanda, dove i tassi sono saliti alle stelle dopo la legalizzazione.
Questo precedente è allarmante, poiché rischia di scatenare un drammatico aumento degli aborti, indebolendo il sostegno sociale ai disabili e corrodendo l’anima del popolo faroese in un più ampio trend nordico, come la recente estensione della Danimarca a 18 settimane. I sostenitori pro-vita sollecitano la vigilanza, sottolineando che la stretta vittoria espone la fragilità di questa agenda radicale. Se non contrastate, tali misure danno potere alle forze globali per smantellare le protezioni per gli innocenti, richiedendo una posizione risoluta per ripristinare la sanità mentale e difendere la dignità umana.
