La pandemia dei cristiani perseguitati

Nuovo rapporto di «Open Doors»: è l'Afghanistan il Paese più anti-cristiano

Image from Rawpixel

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Dall’insorgere della pandemia di CoviD-19, due anni fa, c’è una curva che non ha mai smesso di crescere: è quella della persecuzione dei cristiani nel mondo. Lo testimonia il rapporto World Watch List 2022 della ONG «Open Doors», presentato ieri in Italia alla Camera dei deputati.

I dati generali

Qualche dato. Salgono da 74 a 76 i Paesi che presentano un livello definito «alto», «molto alto» o «estremo» di persecuzione. I cristiani perseguitati passano da 340 milioni a 360 milioni (+5,8%, 1 ogni 7). I cristiani arrestati senza processo salgono del 44,3% (da 4.277 a 6.175). Quelli uccisi per ragioni legate alla fede crescono di oltre il 23% (da 4.761 a 5.898 in totale) e quelli rapiti addirittura del 123,9% (da 1.710 a 3.829 in tutto). Ed è un indice in salita anche quello che conteggia le chiese e gli edifici sacri oggetto di aggressioni (+13,8%, da 4.488 a 5.110).

I luoghi più pericolosi dove essere cristiani

«Open Doors» stila ogni anno una classifica dei Paesi in cui è più feroce la persecuzione anti-cristiana. Nell’ultimo rapporto si registra una novità nei piani alti di questo elenco: dopo venti anni al vertice la Corea del Nord, pur avendo fatto registrare una recrudescenza contro i cristiani, è stata spodestata dall’Afghanistan. La presa di potere dei talebani e la crisi derivata fanno da propulsore alla violazione delle libertà fondamentali. Da rilevare, tuttavia, che l’anno scorso l’Afghanistan era al secondo posto, per cui la libertà religiosa era una chimera già prima dell’arrivo dei talebani. Sul gradino più basso di questo non invidiabile podio la Somalia, seguita poi da Libia, Yemen, Eritrea, Nigeria, Pakistan.

Il modello Cina

Nel suo intervento alla Camera, Cristian Nani, direttore di «Open Doors», ha posto l’accento sul «modello di controllo centralizzato della libertà religiosa che sta utilizzando la Cina». È un modello, ha spiegato, che viene esportato in altri Paesi dell’Asia. «Ciò significa che l’influenza della Cina nel mondo della persecuzione va oltre il 17esimo posto occupato nella classifica».

Il propulsore CoVID-19

Nani ha voluto poi sottolineare, per il secondo anno di fila, come il CoViD-19 e le relative restrizioni si siano rivelati «un acceleratore della vulnerabilità sociale ed economica dei cristiani». Il direttore di «Open Doors» racconta che i cristiani «vengono relegati agli ultimi della fila nella distribuzione di aiuti o cure mediche». Dunque governi autoritari o organizzazioni criminali, ha aggiunto, «usano il CoViD-19 per vessare le comunità cristiane.

I trattati bilaterali

A proposito di governi che promuovono la discriminazione o la persecuzione dei cristiani, Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia e presidente dell’Intergruppo parlamentare per la difesa della libertà religiosa dei cristiani nel mondo, ha ribadito la questione del rispetto delle minoranze religiose in ogni trattato bilaterale che coinvolge l’Italia. Su questo punto ha annunciato che ieri, nell’ambito di una risoluzione sull’are indo-pacifica, «siamo riusciti ad introdurre il tema di subordinare la cooperazione con la Cina a un cronoprogramma di Pechino sul rispetto dei diritti religiosi».

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