Il presidente eletto del Cile nomina una paladina pro-life come ministro per l’uguaglianza di genere

In una coraggiosa affermazione dei valori a favore della vita, il presidente eletto di destra del Cile, José Antonio Kast, ha nominato Judith Marín, 30 anni, convinta oppositrice dell’aborto, ministro per le donne e l’equità di genere. L’annuncio è arrivato durante la presentazione del governo nel quartiere esclusivo di Santiago il 20 gennaio 2026, in vista dell’insediamento di Kast l’11 marzo, dopo la sua decisiva vittoria al ballottaggio di dicembre, alimentata da posizioni dure sulla criminalità e l’immigrazione.

Marín, cristiana evangelica ed ex leader di Eagles of Jesus, un gruppo che recluta studenti universitari, ha difeso senza mezzi termini la vita dal concepimento alla morte naturale. Una volta ha interrotto una sessione del Senato, urlando “ritorna al Signore” durante una votazione del 2017 che depenalizzava l’aborto in casi limitati: rischio materno, stupro o non vitalità fetale.

Marín ha criticato progetti di legge di depenalizzazione più ampi, come la proposta del presidente uscente Gabriel Boric che consente l’aborto fino a 14 settimane, e difende la “famiglia naturale” composta da uomo e donna come pietra angolare della società. A ottobre, ha dichiarato: “Il nostro Paese sta attraversando una crisi spirituale, sociale, morale e politica e, più che mai, noi, figli di Dio, dobbiamo farci avanti.”

Kast, devoto padre cattolico di nove figli, ha formato un governo di 24 membri composto da 13 uomini e 11 donne, con un’età media di 54 anni, attingendo da ambienti di destra con pochi centristi. Alla cerimonia, ha proclamato: “Questo governo di unità non è stato formato per amministrare la normalità. È stato riunito per affrontare un’emergenza nazionale”. Questa nomina segnala una giusta reazione contro le agende radicali di sinistra che erodono le strutture familiari e la sacralità della vita, dando priorità alla chiarezza morale in mezzo alle crisi del Cile.

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