{"id":93472,"date":"2021-09-14T00:00:00","date_gmt":"2021-09-14T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=93472"},"modified":"2021-09-16T03:10:42","modified_gmt":"2021-09-16T07:10:42","slug":"la-sicurezza-per-vivere-quel-che-resta-della-libert-","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/la-sicurezza-per-vivere-quel-che-resta-della-libert-","title":{"rendered":"La sicurezza per vivere quel che resta della libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p class=\"last-updated\">Last updated on Settembre 16th, 2021 at 03:10 am<\/p>\n<p>Quella volta l\u2019inventore di Richmond, nel Surrey inglese, si era spinto pi\u00f9 in l\u00e0. Pi\u00f9 in l\u00e0 ovviamente nel tempo. E non era nemmeno sicuro del luogo esatto in cui la sua formidabile macchina del tempo l\u2019avesse portato. Poteva ben essere uno dei regni enigmatici visitati da Lemuel Gulliver o una delle terre misteriose esplorate dal capitano Nemo. Fatto sta che quel Paese era funestato da un terribile morbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Letteralmente il governo di quel Paese non sapeva pi\u00f9 che pesci pigliare. Il nostro inventore osservava tutto, prendendo nota. Volle apposta trascorrere diverso tempo in quel Paese, perch\u00e9 non era facile capire bene cosa vi succedesse davvero. Le notizie si rincorrevano, l\u2019una falsificando l\u2019altra, tutte affastellandosi in fascine che poi qualcuno regolarmente buttava per sostituirvene di fresche e altrettanto inservibili. Ognuno diceva la propria, i commentatori si accapigliavano in presa diretta, gli organi di informazione ripetevano quel che potevano e faceva comodo, la gente era frastornata. Soprattutto non capiva e, non capendo, non sapeva che fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno si fidava di questo e quello seguente era costretta a dare retta all\u2019altro. Si chiudeva in casa per la paura i giorni dispari e quelli pari usciva spavalda a sfidare la sorte. Ricorreva a unguenti e impiastri il fine settimana e nei feriali assumeva bevande e tisane. Qualcuno si iniettava soluzioni, laddove gli altri si ritraevano inorriditi. Qualcuno gridava e altri urlavano. Certuni erano terrorizzati, gli altri impauriti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inventore era perplesso. Come avrebbe fatto quella gente a cavarsi d\u2019impaccio? Lui stesso era timoroso, non sapeva come pensarla e smise, come tutti, di pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo settimane, anzi mesi, di parapiglia, di indicazioni contrastanti, di pareri autorevoli fondati autorevolmente sul nulla, il governo di quel Paese lontano nel tempo e nello spazio, dissimile da tutti e uguale a nessuno, escogit\u00f2 una misura nuova. Marchi\u00f2 tutti stampigliandone con colore indelebile un avambraccio, onde i simili si riconoscessero fra loro e gli altri stessero lontani.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il contrassegno di cui venivano dotati tutti i cittadini di quel Paese che avessero obbedito alle misure di contrasto al morbo indicate dal governo stesso. Nessun obbligo, per carit\u00e0. Solo indicazioni forti e <em>moral suasion<\/em> energiche, in pi\u00f9 quel bel tatuaggio alla moda.<\/p>\n\n\n\n<p>Il messaggio era semplice e la risposta era contenuta nella domanda. A chi avesse dato il braccio veniva garantita la circolazione, l\u2019ingresso qua e l\u2019uscita l\u00e0, cinema, teatro, <em>sociability<\/em> e tante altre belle cose normali. L\u2019ovvio, cio\u00e8, anzi la libert\u00e0. Agli altri invece un po\u2019 meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che prese per le strade a montare una grande rivolta come l\u2019inventore di Richmond ricordava di avere veduto prima. Molti, infatti, non ci stavano, non volevano farsi segnare a quel modo. Ne segu\u00ec qualche tafferuglio, ma il governo di quel Paese era raffinato e scaltro, e imped\u00ec efficacemente che la protesta dilagasse in tragedia. Il primo ministro prese quella sera, quindi, la parola a reti unificate, comprese le stazioni radio, la filodiffusione e i <em>tam tam<\/em> della jungla.<\/p>\n\n\n\n<p>Parl\u00f2 e sorrise. Era davvero rassicurante, ben vestito, cravatta dai colori pastello, nessuna smorfia, anche inavvertita, che potesse incrinare la fiducia, dolce e suadente, che il suo carisma ispirava. Parl\u00f2, non molto in realt\u00e0, ma spieg\u00f2. Finalmente. Spieg\u00f2 che il morbo dilagava, cresceva, era indomabile. Che le sue variazioni genetiche ponevano nuove sfide ogni giorno e che misure mediche per batterlo non ve n\u2019erano. Funzionava soltanto la prevenzione e quel bel tatuaggio rassicurante in grado di garantire chi avesse volontariamente seguito le indicazioni rispetto a quelli che non lo avevano invece fatto. Nessuno ebbe paura quando il primo ministro pronunci\u00f2 la parola \u00abpericolo\u00bb perch\u00e9 quell\u2019uomo elegante e sorridente, affabile e famigliare, emise il suono bene, prendendo calmo il fiato quasi a prepararsi, morbidamente, sempre con il sorriso intramontabile e l\u2019occhio docile, non avendo alcuna intenzione di allarmare o di incutere paura. Perch\u00e9 il pericolo, lo sanno tutti, \u00e8 tale solo se non c\u2019\u00e8 nessuno a difenderci e invece a quel punto i cittadini di quel Paese lontano ebbero la certezza: seppero che lo Stato a metterci lo scudo c\u2019era. Il primo ministro lo disse chiaramente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa medicina\u00bb, cominci\u00f2 pacato, \u00absa bene come diverse sostanze in natura siano tossiche in certa dose, ma toccasana in altre. La libert\u00e0, questa meraviglia della natura, non fa eccezione. \u00c8 stupenda, non potremmo farne a meno e per\u00f2 tutti sappiamo quanto e come venga spessissimo usata male\u00bb. Sibil\u00f2 le \u00abs\u00bb pi\u00f9 a lungo del normale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa libert\u00e0 di uccidere il prossimo\u00bb, riprese, \u00abdi rubargli in casa, di fargli del male, per esempio. Esempi che conoscete bene tutti, purtroppo. La libert\u00e0 resta stellare, ma va vegliata, e instradata e talora persino frenata perch\u00e9 non ruzzoli travolgendo. Frenata s\u00ec, ma solo per goderne meglio. Ma, vi chiederete ora, chi pu\u00f2 farlo? Chi ne ha l\u2019autorit\u00e0, prima che il potere? Ebbene, cari concittadini, qualcuno che lo possa fare senza n\u00e9 sbavature n\u00e9 corto circuiti c\u2019\u00e8. Siete voi\u00bb. Quasi scand\u00ec le lettere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer la sicurezza vostra\u00bb, riprese controllato. \u00abLa sicurezza \u00e8 infatti un bene comune tanto grande quanto lo \u00e8 la libert\u00e0. Forse addirittura, talora, superiore. Quando difende dalle esagerazioni lo \u00e8 di certo, dalle esagerazioni della libert\u00e0 per esempio. Ecco, dunque. Un poco, davvero poco meno libert\u00e0 in cambio di molta, ma molta pi\u00f9 sicurezza. Cittadini, questa \u00e8 la politica che il mio governo ha deciso di seguire e il bel tatuaggio sul braccio ci aiuter\u00e0. No, <em>vi<\/em> aiuter\u00e0 a vivere sicuri, godendo della <em>vostra<\/em> libert\u00e0 <em>dentro<\/em> il recinto della sicurezza per tutti. Io sono certo che capiate. Che le persone intelligenti capiscano. Le altre? Non hanno il marchio sul braccio\u2026. E mi raccomando: non c\u2019\u00e8 obbligo. Alcuno. Chi vuole pu\u00f2 liberamente cedere un poco della propria libert\u00e0 in cambio di molta pi\u00f9 sicurezza, onde godere appieno la libert\u00e0 restante. Un piccolo, piccolissimo sacrificio, come gi\u00e0 ne fate tanti, per esempio lavorando tre quarti dell\u2019anno per lo Stato che poi socializza i vostri sforzi in sicurezza comune, ma con una ricompensa enorme\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inventore fece una faccia pi\u00f9 stranita che strana. Poi alz\u00f2 le spalle, e si arrese. \u00abTanto \u00e8 tutto volontario\u00bb, comment\u00f2 fra s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Presto furono stabilite postazioni di stampigliatura sulle braccia ai crocicchi delle vie. Vennero poi impiantate telecamere agli angoli, nei bar e nei ristoranti, nelle stazioni e nelle scuole, negli edifici pubblici e in quelli privati che acconsentivano. Per prelevare al bancomat occorreva la scansione della retina e la lettura del tatuaggio sul braccio. Per effettuare pagamenti lo stesso e per ricevere denaro anche. C\u2019erano <em>app<\/em> per i telefoni e prest\u00f2 si cominci\u00f2 a schedare il DNA dei cittadini, accumulando dati a migliaia utili a capire, vedere, prevedere, seguire. Occorreva arginare il morbo, debellare il male, garantire sicurezza alla gente. \u00abTanto \u00e8 tutto volontario\u00bb, comment\u00f2 ancora una volta l\u2019inventore di Richmond.<\/p>\n\n\n\n<p>Aderirono volontariamente in molti. S\u00ec, la sicurezza \u00e8 un gran bene e davvero costa solo un piccolo sforzo ogni tanto, giorno dopo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio qualcuno fu perplesso, ma il tempo len\u00ec la ferita. In fin dei conti non era male. Si smetteva di preoccuparsi troppo, ci si affidava, lo Stato procurava lasciapassare, controlli, medicine per l\u2019ansia e sgomberava pure la testa da molti pensieri, preoccupazioni, angosce. S\u00ec, insomma: era bello farsi trasportare, cullare, badare. Tanto ognuno sapeva che avrebbe potuto eventualmente smettere e tirarsi indietro, ma pure nessuno desiderava farlo davvero. Era una situazione nuova e rassicurante, dolce, persino bella. Un grande meccanismo in cui tutti erano interconnessi agli altri e su tutti vegliava paternale e provvida la mano di quello Stato che stava facendo tutto per la loro sicurezza. Alla fine nessuno pi\u00f9 si sentiva fuori posto, ognuno di posto aveva il proprio e tutto funzionava alla perfezione. Soprattutto tutti erano liberamente sicuri e sicuramente liberi dentro quel perimetro di certezza che lo Stato garantiva a tutti. Davvero una bella soluzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo pochi scalpitavano. Tra i pi\u00f9 restii c\u2019erano dei giovani. Perch\u00e9 mai sottoporsi a quel controllo? Non ne volevano sapere. Gridavano forte \u00ablibert\u00e0\u00bb e pensavano che essa andasse goduta tutta o niente, e che sconticini non se ne fanno mai ad alcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pi\u00f9 animato di tutti era un giovane sui vent\u2019anni, alto, bello, aitante. Era diventato una sorta di capopopolo, guidava la renitenza pacifica di chi non voleva affatto il tatuaggio del governo sul braccio. \u00abBel tipo\u00bb, pens\u00f2 l\u2019inventore, con un filo persino di ammirazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Era venerd\u00ec. L\u2019inventore si prese una bella pausa nel fine settimana per riordinare gli appunti e cercare di trarne qualche ammaestramento. Venne luned\u00ec. Aveva dormito pi\u00f9 del solito, avendo fatto le ore piccole elucubrando e fu svegliato da un forte vociare in strada. \u00abAncora proteste\u00bb, pens\u00f2. Si lev\u00f2 lesto, si vest\u00ec in fretta, prese di corsa una tazza di caff\u00e8 nero e si sporse, sorseggiando, dalla finestra. Non era affatto una protesta. Era gioia. \u00abIl contagio \u00e8 finito\u00bb, disse. Poi scorse quel capopopolo ventenne parlare concitato, ma felice con altri. Anzi, sembrava ancora una volta lui l\u2019anima di tutto. Era stato lanciato sul mercato il Peach XYZ, il nuovo telefono da tasca. Un vero portento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sorriso del giovane si spense quando gli altoparlanti diffusero la notizia che il nuovo Peach XYZ era in vendita alla met\u00e0 del prezzo imposto soltanto a chi potesse mostrare quel tatuaggio garante di sicurezza che si poteva ottenere facilmente e del tutto volontariamente. Non lo aveva deciso lo Stato, ma la Peach stessa per garantirsi una fetta di mercato importante e al contempo fare il bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che quel luned\u00ec il giovane guard\u00f2 gli altri, guard\u00f2 il Peach XYZ in vetrina, guard\u00f2 il proprio avambraccio sinistro e decise. Corse all\u2019angolo e aveva deciso: si fece stampare il segno. Cosa era, in fin dei conti, un piccolo segno sulla pelle in confronto di quella cosa grande? Con il nuovo Peach avrebbe del resto potuto parlare male liberamente delle limitazioni alla libert\u00e0. Volontariamente. In totale sicurezza. Pass\u00f2 ancora qualche settimana e fu un tripudio inaspettato di fuochi di artificio. L\u2019inventore di Richmond seppe di essere giunto finalmente al termine di quel suo viaggio strano. Il governo, illuminato, forte e mamma, annunci\u00f2 con soddisfazione che il morbo che aveva cos\u00ec a lungo funestato quel Paese era stato alla fine debellato. <em>Eureka<\/em>. Si chiamava Libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><em>Questo racconto di fantasia \u00e8 liberamente tratto da una storia rigorosamente vera<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019inventore inglese di nostra conoscenza in una terra funestata da un brutto morbo che un governo illuminato riusc\u00ec a debellare<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":93475,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"mc4wp_mailchimp_campaign":[],"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"subtitle":"L\u2019inventore inglese di nostra conoscenza in una terra funestata da un brutto morbo che un governo illuminato riusc\u00ec a debellare","format":"standard","video":"","gallery":"","source_name":"","source_url":"","via_name":"","via_url":"","override":[{"single_blog_custom":"","sidebar":"","second_sidebar":"","share_position":"","share_float_style":"","post_date_format":"","post_date_format_custom":"","post_reading_time_wpm":"","zoom_button_out_step":"1","zoom_button_in_step":"1","number_popup_post":"1"}],"image_override":[{"single_post_thumbnail_size":"","single_post_gallery_size":""}],"trending_post_position":"","trending_post_label":"","sponsored_post_label":"","sponsored_post_name":"","sponsored_post_url":"","sponsored_post_logo":"","sponsored_post_desc":""},"jnews_primary_category":{"id":"764"},"jnews_social_meta":[],"jnews_override_counter":[],"footnotes":""},"categories":[764,778],"tags":[1587,11761,8126,12394,7993],"class_list":["post-93472","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriali","tag-covid-19","tag-green-pass","tag-highlight","tag-liberta","tag-vetrina"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v25.9 (Yoast SEO v25.9) - 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He is an Italian professional journalist, member of the International Federation of Journalists (IFJ), essayist, translator, and lecturer. He has contributed and contributes to several journals and magazines both in print and online, both in Italy and abroad. Author of books, he has translated and\/or edited works by, among others, Edmund Burke, Charles Dickens, T.S. Eliot, Russell Kirk, J.R.R. Tolkien, R\u00e9gine Pernoud and Gustave Thibon. A Senior fellow at the\u00a0Russell Kirk Center for Cultural Renewal (Mecosta, Michigan) he is also a founding member as well as Board member of the Center for European Renewal (The Hague, The Netherlands). 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