{"id":8842,"date":"2020-02-17T00:01:00","date_gmt":"2020-02-17T05:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=8842"},"modified":"2020-02-18T02:00:27","modified_gmt":"2020-02-18T07:00:27","slug":"uteri-artificiali-per-bambini-fai-da-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/uteri-artificiali-per-bambini-fai-da-te","title":{"rendered":"Uteri artificiali per bambini fai-da-te"},"content":{"rendered":"<p class=\"last-updated\">Last updated on Febbraio 18th, 2020 at 02:00 am<\/p>\n<p>Che\nl&#8217;ectogenesi e le nuove tecnologie siano un interesse primario in sede di\nricerca e di pianificazione politica non \u00e8 difficile da dedurre, se soltanto si\nprendessero in considerazione gli ingenti fondi e le risorse investiti negli\nultimi anni. \u00c8 recente la notizia che il Programma dell\u2019Unione Europea, <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/programmes\/horizon2020\/en\">Horizon 2020<\/a>, uno dei\npi\u00f9 generosi nell\u2019ambito dei finanziamenti destinati a ricerca e innovazione, ha\ninvestito una cospicua parte degli 80 milioni di euro programmati per il\nperiodo 2014-2020, circa 2,9, per sviluppare un prototipo funzionante di utero\nartificiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Obiettivo\ndella ricerca affidata all&#8217;Universit\u00e0 Tecnologica di Eindhoven, nei Paesi\nBassi, \u00e8 creare un utero artificiale in grado di accogliere i bambini nati\nprematuri prima della 22a settimana di gestazione, i cosiddetti &#8220;grandi\nprematuri&#8221;. La differenza del nuovo prototipo rispetto alle incubatrici\ngi\u00e0 in uso negli ospedali, risiede nel fatto che il nuovo utero sar\u00e0 in grado\ndi riprodurre, similmente, un ambiente uterino materno, tanto che il bambino,\nattaccato a un cordone ombelicale meccanico, verr\u00e0 immerso in una sorta di\nliquido amniotico, circondato da una placenta molto simile a quella vera, che\npermetter\u00e0 al feto di vivere una esperienza parzialmente simile a quella\ndell&#8217;utero materno. Lo scopo dichiarato della ricerca in corso \u00e8 quella di\npermettere anche ai grandi prematuri, quelli che cio\u00e8 oggi non hanno una grande\npossibilit\u00e0 di sopravvivenza, di poter proseguire la gestazione e quindi venire\nalla luce. Ma \u00e8 davvero tutto qui? Il dubbio sorge facilmente, se a questa\nprima notizia si aggiungono altri tasselli raggiunti in ambito accademico e di\nricerca negli ultimi decenni. <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il \u00abbiobag\u00bb per prematuri<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ma,\nanzitutto, cos&#8217;\u00e8 l&#8217;ectogenesi? Il termine, che deriva dalle parole greche \u1f10\u03ba\u03c4\u03cc\u03c2, <em>ekt\u00f2s<\/em>, \u00abfuori\u00bb,<em> e genesis<\/em>, \u03b3\u03ad\u03bd\u03b5\u03c3\u03b9\u03c2, \u00abnascita\u00bb, a quanto pare\nconiato nel 1924 dal genetista inglese\nJohn B.S. Haldane (1892-1964) \u2012 ateo, marxista, tra l\u2019altro noto come uno dei fondatori\ndella cosiddetta \u00abteoria sintetica\u00bb neoevoluzionista \u2012, indica esattamente lo\nsviluppo, la crescita e la nascita di un essere vivente fuori dal corpo\nbiologico femminile, sostituito invece da una macchina. Sebbene, fino a qualche\nanno fa, l&#8217;ectogenesi rientrasse ancora nelle ipotesi di ricerca tecnologica,\ndal 2000 in poi numerosi sono stati i passi in avanti compiuti, se si pensa che\npi\u00f9 <em>team<\/em> di ricerca sono stati in grado di portare avanti esperimenti\nconcreti in questo senso. Nel 2002, per esempio, un gruppo di ricercatori del\nWeill Cornell Medical College di New York \u00e8 riuscito a creare il primo utero\numano artificiale, in cui un feto sopravvisse per ben sette giorni. Nel 2017\npoi, al Children&#8217;s Hospital di Philadelphia, \u00e8 stato messo a punto un utero\nartificiale detto \u00abbiobag\u00bb in cui sono stati fatti crescere alcuni agnellini\nprematuri, ottenendo buoni risultati e una gestazione artificiale di ben 107\ngiorni, grazie alla quale questi agnellini, nati prima della 23a settimana,\nhanno potuto crescere e nascere. <\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli studiosi e i ricercatori si tende a\ndistinguere due pratiche di ectogenesi, una detta <em>parziale<\/em>, che si riferisce soprattutto all&#8217;uso di incubatrici e ad altre\ntecnologie avanzate che hanno lo scopo di salvare feti nati prematuramente e\nche sono gi\u00e0 nella <em>routine<\/em> clinica della medicina prenatale, e una\nseconda detta <em>piena<\/em>, quella per cos\u00ec\ndire \u201ctotale\u201d, che prevede il concepimento dell&#8217;embrione <em>in vitro<\/em>\nattraverso le diverse tecniche di fecondazione artificiale extracorporea\ndisponibili e lo sviluppo dell&#8217;embrione, per la totalit\u00e0 della gestazione, in\nun utero artificiale. Questo secondo tipo di ectogenesi viene, ad oggi, solo in\nparte offerta dalle ricerche, ma appunto studi scientifici sperimentali stanno\nlavorando in questa direzione, ottenendo risultati.<\/p>\n\n\n\n<p>La speranza di molti fra scienziati e\nfinanziatori \u00e8 che questi uteri artificiali possano alla fine permettere una\ngestazione completa, in cui i confini di prossimit\u00e0 con i donatori di gameti\n(per capirsi, madre e padre) siano annullati, non solo spazialmente, ma anche\ntemporalmente. Spazialmente in quanto una coppia o un singolo, uomo o donna,\npotrebbe decidere di avere un figlio attraverso la fecondazione artificiale e\nl&#8217;uso di gameti non necessariamente propri, aspettando che il prodotto del\nconcepimento (questo s\u00ec che si pu\u00f2 chiamare \u00abprodotto del concepimento\u00bb, vista\nla logica economica e materialistica alla base di tale pratica) sia pronto. Ma anche\ntemporalmente, poich\u00e9 la gravidanza potrebbe avvenire in un momento in cui uno\ndei due <em>partner<\/em> o entrambi non sono pi\u00f9 in vita. <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Genitore non \u00e8 pi\u00f9 chi genera<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Fantascienza, si dir\u00e0. Forse (a parte il fatto che c&#8217;\u00e8 chi sta pensando di <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"prelevare sperma da donatori morti (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/zombi-donatori-di-sperma\" target=\"_blank\">prelevare sperma da donatori morti<\/a>). Ma intanto sono molte le studiose che in ambito accademico acclamano l&#8217;ectogenesi come la chiave di liberazione della donna. Secondo queste studiose, infatti, \u00e8 giunto il momento di separare il concetto di donna dalla funzione femminile riproduttiva. In altri termini, il collegamento tra femminile e funzione riproduttiva \u00e8, <a href=\"https:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/full\/10.1111\/bioe.12706\">sempre secondo queste studiose<\/a>, un paradigma sociale e culturale, che, grazie alla tecnologia pu\u00f2 essere finalmente superato, cos\u00ec da porre la donna nelle condizioni di vivere la propria vita in maniera del tutto libera dalle funzioni biologiche. <a href=\"https:\/\/annasmajdor.me.uk\/\">Secondo questa corrente di pensiero<\/a>, quindi, la biologia riproduttiva della donna, vista come un limite, dovrebbe essere rimossa al punto da permettere una riconcettualizzazione del termine \u00abgenitore\u00bb slegato dal genere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 curioso pensare come queste esigenze\naccademiche di liberazione della donna, non abbiano nulla a che fare con le\ndonne vere, quelle che affrontano invece la vita reale, quelle che, riconoscendo\nla maternit\u00e0 come un di pi\u00f9, e non certo un di meno della propria identit\u00e0,\nchiedono a gran voce che venga loro riconosciuto, non una macchina sostitutiva\nalla gravidanza, ma azioni sociali e politiche di supporto alla maternit\u00e0 e\nall&#8217;infanzia, a partire da leggi che tutelino le madri lavoratrici, il periodo\ndi maternit\u00e0 successivo al parto, la possibilit\u00e0 di usufruire di orari pi\u00f9\nflessibili e pure di strutture adeguate, agevolazioni e supporti per le\nfamiglie, specie quelle numerose. Perch\u00e9, per aiutare le donne, non si dovrebbe\narrivare a negare loro la femminilit\u00e0, ma valorizzarla e difenderla cos\u00ec che\nessa possa esprimersi sempre al meglio. Solo cos\u00ec le donne saranno davvero\nlibere di scegliere cosa fare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiama \u00abectogenesi\u00bb ed \u00e8 l\u2019estremo tentativo di manipolare la natura umana<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":8845,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"mc4wp_mailchimp_campaign":[],"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"subtitle":"Si chiama \u00abectogenesi\u00bb ed \u00e8 l\u2019estremo tentativo di manipolare la natura umana","format":"standard","video":"","gallery":"","source_name":"","source_url":"","via_name":"","via_url":"","override":[{"single_blog_custom":"","sidebar":"","second_sidebar":"","share_position":"","share_float_style":"","post_date_format":"","post_date_format_custom":"","post_reading_time_wpm":"","zoom_button_out_step":"1","zoom_button_in_step":"1","number_popup_post":"1"}],"image_override":[{"single_post_thumbnail_size":"","single_post_gallery_size":""}],"trending_post_position":"","trending_post_label":""},"jnews_primary_category":{"id":""},"jnews_social_meta":{"fb_title":"","fb_description":"","fb_image":"","twitter_title":"","twitter_description":"","twitter_image":""},"jnews_override_counter":{"view_counter_number":"0","share_counter_number":"0","like_counter_number":"0","dislike_counter_number":"0"},"footnotes":""},"categories":[779],"tags":[1346,1347,1100],"class_list":["post-8842","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza","tag-biobag","tag-ectognesi","tag-fecondazione-artificiale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v25.9 (Yoast SEO v27.3) - 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