{"id":8214,"date":"2020-02-13T00:00:30","date_gmt":"2020-02-13T05:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=8214"},"modified":"2020-02-15T00:17:58","modified_gmt":"2020-02-15T05:17:58","slug":"la-riduzione-economicista-della-sanita-contro-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/la-riduzione-economicista-della-sanita-contro-la-vita","title":{"rendered":"La riduzione economicista della Sanit\u00e0 contro la vita"},"content":{"rendered":"<p class=\"last-updated\">Last updated on Febbraio 15th, 2020 at 12:17 am<\/p>\n<p><em>Il 30 gennaio si \u00e8 svolto a Roma l\u2019importante convegno <\/em><a rel=\"noopener noreferrer\" href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/medici-contro-leutanasia-un-convegno-domani-a-roma\/\" target=\"_blank\">Medicina e sanit\u00e0 ai confini della vita: il ruolo del medico<\/a><em>, organizzato dall&#8217;<a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Associazione Medici Cattolici Italiani (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/amci.org\/\" target=\"_blank\">Associazione Medici Cattolici Italiani<\/a> <\/em>(<em>AMCI<\/em>)<em>. Per gentile concessione dell&#8217;autore, a suo tempo &#8220;IFamNews&#8221; ha pubblicato la relazione tenuta dal professor <a rel=\"noopener noreferrer\" href=\"https:\/\/it.scribd.com\/document\/445171862\/Filippo-Boscia-Convegno-Roma-20-01-2020\" target=\"_blank\">Filippo Boscia, presidente dell\u2019AMCI<\/a>.<\/em> Oggi<a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" l'importante presa di posizione dell'AMCI contro l'eutanasia (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/i-medici-cattolici-in-tricea-contro-leutanasia\/\" target=\"_blank\"> l&#8217;importante presa di posizione dell&#8217;AMCI contro l&#8217;eutanasia<\/a> rende la relazione del prof. Boscia ancora pi\u00f9 cogente e attuale. Ne riproponiamo quindi una <em>sintesi fedelissima, pi\u00f9 facilmente condivisibile sui <\/em>social media<em>, preparata per punti da considerare virgolettati identici all&#8217;originale da <a rel=\"noopener noreferrer\" href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/author\/bsantambrogio\/\" target=\"_blank\">Barbara Santambrogio<\/a> di \u201cIFamNews\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Da un po\u2019 di anni in Italia il mondo della Sanit\u00e0 \u00e8 in subbuglio, soprattutto al Sud. I conti delle ASL e degli ospedali non tornano.&nbsp; Gli amministratori si affannano per metterli in equilibrio tagliando su alcune spese importanti, cio\u00e8 riducendo il personale, non coprendo i posti in organico resi vacanti dai dipendenti che sono andati in pensione, aumentando i <em>ticket<\/em> sulle prestazioni o negando farmaci costosi prima concessi. Tutto ci\u00f2 danneggia in modo drammatico sia i pazienti (i \u201ccittadini-utenti\u201d), sia le famiglie, private di politiche di sostegno. Affrontiamo oggi i problemi legati all\u2019immigrazione e alla transizione demografica, epidemiologica, culturale, economica e sociale. Viviamo in una situazione di povert\u00e0 economica, in una societ\u00e0 che ha perso la retta visione dei valori inalienabili e che pian piano si \u00e8 resa ingiusta e si presenta sperduta.&nbsp; \u00c8 una societ\u00e0 impoverita che eleva a gran voce la sua grande domanda di umanit\u00e0, di relazioni, di aiuto e di cura. L\u2019inquietudine non riguarda solo malati o disabili, ma anche i medici, che debbono essere messi nelle condizioni di continuare a curare e a prendersi cura anche quando non si pu\u00f2 guarire. In questo momento le questioni di cura, di formazione, di finanziamento e gestionali rappresentano una vera emergenza.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Le innovazioni tecnologiche sono estremamente importanti, ma gli stessi strumenti possono essere meglio utilizzati se vi sono la mano e lo sguardo del medico. I medici non devono abdicare alle macchine la loro essenziale funzione: la semiotica, la capacit\u00e0 di osservare, di curare, di intervenire, di seguire la famiglia e prevedere eventuali patologie, affinch\u00e9 massimo sia il vantaggio per la persona e per il sistema sanitario nella sua complessit\u00e0.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Si assiste oggi a una deriva dell&#8217;identit\u00e0 medica che pone in difficolt\u00e0 innanzitutto il paziente, ma anche la famiglia e l&#8217;ambiente. Una riflessione dunque \u00e8 necessaria intorno al ruolo dei medici, in relazione alla loro attivit\u00e0, ma anche alla tenuta dell\u2019economia. La scienza medica, dalle radici profondamente umanistiche, non pu\u00f2 continuare nel perverso percorso di adattamento alla tecnologia, al contrario gli strumenti e l\u2019organizzazione debbono tener conto delle radici della medicina e della sua stessa esistenza e deontologia.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>La spinta alla ricerca deve essere continua ed inquieta sia per i medici sia per i ricercatori, ma altrettanto inquieta deve essere la ricerca di umanit\u00e0, in tutt\u2019uno con la scienza. Ma se da un lato abbiamo Regioni che riescono a garantire servizi sanitari adeguati in un contesto di compatibilit\u00e0 finanziaria e di discreta soddisfazione dei cittadini, dall\u2019altro abbiamo realt\u00e0 regionali nelle quali si registrano estreme problematicit\u00e0.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Discriminazioni e nuovi sistemi<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Esiste anche la questione della grave discriminazione legata alla selezione tra il cittadino malato e il cittadino sano. La salute diseguale si riscontra sempre in relazione alla fortuna o sfortuna di risiedere in un territorio dotato di servizi. Aspetti contraddittori sono i livelli essenziali di assistenza, non garantiti e non esigibili in modo uniforme. Una seconda contraddizione \u00e8 che il diritto alla salute va progressivamente trasformandosi da diritto assoluto in diritto relativo: l\u2019impossibilit\u00e0 economica di soddisfare completamente la domanda di salute induce a criteri di allocazione delle risorse attraverso una selezione delle priorit\u00e0 sanitarie. La scelta delle priorit\u00e0 condurr\u00e0 inesorabilmente a compiere scelte tragiche che potranno escludere dall\u2019assistenza talune aree considerate essenziali, privando parte della popolazione del sostegno del servizio pubblico.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>A questa conclusione perviene la stessa Corte Costituzionale quando annovera il diritto alla salute tra i cosiddetti diritti relativi, cio\u00e8 situazioni giuridiche di vantaggio la cui tutela \u00e8 condizionata dalla discrezionalit\u00e0 del legislatore. (<a href=\"https:\/\/giurcost.org\/decisioni\/1992\/0356s-92.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Corte Costituzionale sent. 23 luglio 1992, n. 356, in Giur Cost., 1992, p. 2834 ss<\/a>.). In occasione dell&#8217;approvazione delle leggi finanziarie, nel decidere quali risorse destinare al fondo sanitario nazionale, lo Stato avr\u00e0 il compito di determinare concretamente gli ambiti di tutela di questa garanzia. L&#8217;adozione di criteri meramente economici, per\u00f2, potrebbe condurre ad una sorta di \u201ceutanasia sociale per piet\u00e0, forse anche demedicalizzata\u201d. Di qui la spinta ad ottenere leggi pro-eutanasiche. Si sostiene in proposito che l&#8217;interruzione di un&#8217;assistenza costosa agli individui anziani garantirebbe maggiori risorse a favore della parte della popolazione ancora produttiva e, pertanto, considerata pi\u00f9 utile socialmente. Il razionamento dell&#8217;assistenza basato sull\u2019et\u00e0 e sulla condizione di terminalit\u00e0 dei pazienti mette in discussione la tenuta stessa del principio di eguaglianza. Una volta stabilita una lista di priorit\u00e0 cui destinare il finanziamento pubblico, sarebbe inaccettabile un&#8217;ulteriore declinazione delle prestazioni sanitarie basata sulla durata e qualit\u00e0 della sopravvivenza, discriminatoria dei soggetti pi\u00f9 deboli.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> Si registra attualmente la spinta a introdurre nel contesto nazionale nuovi sistemi, definiti piani assicurativi assistenziali integrativi e volontari, che hanno ricevuto l\u2019incentivo della defiscalizzazione. Se si incentivano e si defiscalizzano le spese per piani di sanit\u00e0 integrativi, certamente si avr\u00e0 il risultato di far diminuire le risorse destinate al Servizio Sanitario universalistico e solidaristico. La contraddizione \u00e8 tanto pi\u00f9 marcata se si pensa che spesso questi piani vengono proposti come <em>benefit<\/em> nelle contrattazioni di lavoro, collegando sempre di pi\u00f9 il diritto alla salute con il possesso di un\u2019occupazione. Si intravede all\u2019orizzonte un\u2019ulteriore contraddizione legata all\u2019<em>opting out<\/em>, cio\u00e8 la scelta di fare a meno della sanit\u00e0 pubblica se ci si pu\u00f2 permettere una copertura privata. In Italia questa possibilit\u00e0 non c\u2019\u00e8 ancora, ma uno scenario del genere non tarder\u00e0 a diventare verosimile se si instaureranno meccanismi disincentivanti. Per comprendere questa problematica, il miglior esempio \u00e8 il <em>superticket<\/em> calcolato in base alla situazione economica, per cui oggi chi ha un reddito molto alto paga pi\u00f9 degli altri, pur sostenendo gi\u00e0 con le proprie imposte soggettive il SSN comune.&nbsp;  <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Occorre per\u00f2 rendersi conto che in questa situazione \u201ctecno-mediata\u201d la salute sar\u00e0 gestita in modo rapido e freddo e la nostra stessa vita cambier\u00e0 volto e il contro-umanesimo, l\u2019inumano, rischia di contagiarci tutti. Un aspetto strettamente legato a quello relazionale \u00e8 quello della parcellizzazione globale delle cure, sempre pi\u00f9 iper-specialistiche e sempre meno coordinate, un fenomeno gi\u00e0 in atto che reca in s\u00e9 tanti elementi contraddittori. Di pari passo avanza la necessit\u00e0 organizzativa dell\u2019ottimizzazione del tempo (vedi il \u201ctempario\u201d, istituito e poi abolito nel Lazio: medici con \u201cla sveglia al collo\u201d spinti da un\u2019impropria organizzazione a vivere le relazioni in maniera frammentata e parcellizzata).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Siamo in una situazione di emergenza<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Penso che oggi i medici non possano sottrarsi ai cambiamenti delle gestioni finanziarie, dai quali non riescono a svincolarsi, con il rischio di essere travolti. Continuando a subire queste obbligatoriet\u00e0, ci ritroveremo in condizione di non essere pi\u00f9 in grado di fornire salute, perch\u00e9 diventeremo noi stessi medici uomini senza speranza. Occorre un cambio dell\u2019approccio culturale della professione medica, oggi c\u2019\u00e8 bisogno di una figura professionale non solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa. Ci\u00f2 prevede anche investimenti economici e di tempo per la formazione post laurea che vanno trovati e resi disponibili. La figura del medico deve necessariamente cambiare, viste le tre macro-tendenze mondiali: il progresso della tecnologia verso digitalizzazione e automatizzazione, lo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale e infine la globalizzazione.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Siamo gi\u00e0 in una situazione di emergenza; la popolazione <em>over<\/em> 65 anni sar\u00e0 in forte crescita negli anni a venire, con aumento sostanziale dell\u2019indice di vecchiaia (il <em>trend<\/em> dell\u2019invecchiamento cresce dell\u20191% all\u2019anno per gli <em>over<\/em> 65) e nei prossimi 6 anni avremo a che fare con un 6% in pi\u00f9 della popolazione mondiale invecchiata. Il PIL certamente non potr\u00e0 aumentare in proporzione e questa \u00e8 una delle questioni pi\u00f9 problematiche che consegniamo alle nuove generazioni. I servizi alla persona in termini di salute, cura, assistenza, previdenza e qualit\u00e0 di vita andranno in crisi.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\u00c8 importante riaffermare la \u201cquestione della prossimit\u00e0\u201d, declinata in relazione ai bisogni della persona. Ma ci\u00f2 comporta un importante cambiamento sociale: non possiamo continuare a parlare di qualit\u00e0 ambientale, senza affrontare il rispetto della vita in assoluto e di quella umana in particolare. Occorre un\u2019opera di intermediazione sociale e culturale oggi vacante che non pu\u00f2 essere lasciata solo alla evoluzione tecnologica: dobbiamo educare la popolazione al <em>welfare<\/em>. Bisogna infondere in tutti i cittadini il concetto di consapevolezza, mantenere la schiena dritta nel rispetto dell\u2019etica, assicurarci noi medici e operatori sanitari che non vengano mai infranti i principi deontologici di libert\u00e0, indipendenza, autonomia e responsabilit\u00e0, che solo se condivisi potranno contribuire al rispetto dei diritti e della dignit\u00e0 di ogni persona e alla difesa responsabile e competente della sua integrit\u00e0 fisica e morale.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>La nostra attivit\u00e0 deve essere spesa non in una dinamica individualistica, ma in una dinamica personalistica che comprende il diritto fondamentale di tutti alla salute. L\u2019etica in questo campo si configura come saper fare la scelta giusta in nome di quei valori irrinunciabili e supremi che rappresentano i canoni di coesione sociale e di interesse comunitario.&nbsp; La medicina si umanizza non quando si elimina la malattia ma quando si aiuta l\u2019uomo a viverla e condividerla come esperienza di libert\u00e0 sia nel tempo della sofferenza che nel tempo della cura.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La libert\u00e0 e la fede<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>La mancanza dell\u2019esperienza della libert\u00e0 umana e la mancanza dell\u2019esperienza della fede ci pongono oggi pi\u00f9 che mai in corsa verso utopie che purtroppo dimenticano il cuore di ogni vicenda umana. Sui temi legati a fragilit\u00e0, povert\u00e0, solitudini, isolamenti, emarginazione, ghettizzazione, non autosufficienza e debolezza entra in gioco qualcosa di decisivo che ha a che fare con la tenuta stessa della costruzione sociale nel suo insieme. Comunicare il sociale significa conoscere ed affrontare tutti gli stereotipi culturali e tutte le complessit\u00e0. Significa promuovere un benessere organizzativo accessibile a tutti, cio\u00e8 un nuovo modello di sviluppo sociale, perch\u00e9 curare significa al tempo stesso socializzare e prevenire. Curare significa proporre nuove azioni e nuovi punti di vista, perch\u00e9 non \u00e8 soltanto lo stare accanto, ma lo \u201cstare con\u201d e dobbiamo includervi i processi di inclusione sociale, ma anche questioni meno complesse ma irrinunciabili riguardanti la dignit\u00e0 della persona che spesso vengono dimenticate nella ordinariet\u00e0 di un\u2019assistenza a ostacoli (per esempio, l\u2019igiene delle persone cronicamente allettate). Quando parliamo di non autosufficienza o della cosiddetta \u201cterminalit\u00e0 non terminale\u201d occorre interrogarsi su cosa significhi assistere. Prendersi cura non significa dispensare terapie farmacologiche oltre ogni ragionevole schema, ma occorre uno sguardo d\u2019insieme, una \u201cumanitudine\u201d, una relazione nuova tra curante e curato che trasformi i curanti in attori della cura, in grado di colmare gli spazi di solitudine.&nbsp; Occorre poi che questi rispettino la proporzionalit\u00e0 dei loro interventi e le prospettive di qualit\u00e0 oggi negate che rappresentano i nodi problematici dei servizi alla persona.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Gli esperti devono essere accreditati e certificati. Solo cos\u00ec la sfida della palliazione nelle residenze socio-sanitarie potr\u00e0 compiersi e delineare scenari e prospettive ottimali. In futuro non escluderei la necessit\u00e0 della riabilitazione nella cronicit\u00e0 e nella non autosufficienza, come un grande valore aggiunto attualmente non dispensato ma che tutti desiderano.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Fra tanti \u201cimpedimenti\u201d (l\u2019indifferenza, negligenza, imprudenza del personale di cura, pur con le dovute, non poche, eccezioni) vi \u00e8 quello etico. \u00c8 giusto dire, brutalmente, al malato tutta la verit\u00e0 sulla sua malattia? Molti medici sono convinti che lo sia. Io credo che bisogni valutare caso per caso e tenere conto della sensibilit\u00e0, della cultura, della fragilit\u00e0 e dello stato emotivo del paziente. \u00c8 vero che da un po&#8217; di anni esiste il &#8220;consenso informato&#8221;, che consiste nell&#8217;informare il paziente su qualsiasi atto medico si debba fare su di lui, ma c\u2019\u00e8 modo e modo per farlo. Bisogna tenere presente anche il semplice buonsenso. Nel libro &#8220;Per il bene del paziente&#8221; di Valter Santilli, nella prefazione firmata dal musicista Mogol, mi ha colpito questa frase: &#8220;La cura delle persone \u00e8 cosa diversa della cura delle malattie. \u00c8 molto di pi\u00f9&#8221;. Ma quanti medici lo sanno o, sapendolo, lo mettono in pratica? Recentemente mi ha molto turbato il comportamento di una dottoressa chiamata in consulenza per una degente. Arriva in fretta, mette alla porta un familiare della paziente e le chiede subito brutalmente: &#8220;Signora, da quanti anni ha questo tumore del sangue?&#8221;. La paziente ammutolisce per un po&#8217; e poi, sconvolta, in lacrime, risponde: &#8220;Non so di avere un tumore&#8221;. La mia domanda \u00e8 d&#8217;obbligo: cos\u00ec si fa il medico? E non mi si dica che raccontando questo episodio sono uscito fuori tema e che l&#8217;episodio non ha nulla a che vedere con i bilanci in rosso degli Ospedali. <\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La \u201csintesi social\u201d della relazione al convegno \u201cMedici e sanit\u00e0 ai confini della vita\u201d. Sempre pi\u00f9 attuale<\/p>\n","protected":false},"author":59,"featured_media":8208,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"mc4wp_mailchimp_campaign":[],"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"subtitle":"La \u201csintesi social\u201d della relazione al convegno \u201cMedici e sanit\u00e0 ai confini della vita\u201d. 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