{"id":56489,"date":"2021-02-28T00:00:00","date_gmt":"2021-02-28T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=56489"},"modified":"2021-03-01T00:40:15","modified_gmt":"2021-03-01T05:40:15","slug":"-uno-stato-assistenzialista-aggredisce-famiglia-e-propriet-","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/-uno-stato-assistenzialista-aggredisce-famiglia-e-propriet-","title":{"rendered":"\u00abUno Stato assistenzialista aggredisce famiglia e propriet\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"<p class=\"last-updated\">Last updated on marzo 1st, 2021 at 12:40 am<\/p>\n<p>Potere pubblico arroccato nei privilegi e <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/libri-al-rogo-su-amazon\/\" target=\"_blank\">colossi del digitale<\/a> che vanno facendosi essi stessi Stato. \u00c8 questo lo scoraggiante scenario futuro che Andrea Venanzoni, avvocato e professore di Giurisprudenza nell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre, tratteggia nel libro <a href=\"https:\/\/passaggioalbosco.it\/prodotto\/ipotsi-neofeudale\/\" target=\"_blank\"><em>Ipotesi neofeudale. Libert\u00e0, propriet\u00e0 e comunit\u00e0 nell\u2019eclissi globale degli Stati nazionali<\/em><\/a>. Non tutto \u00e8 per\u00f2 perduto. L\u2019autore, che collabora con la <a href=\"https:\/\/fondazioneleonardo-cdm.com\/\" target=\"_blank\">Fondazione Leonardo-Civilt\u00e0 delle Macchine<\/a>, evoca anche una terza espressione che tutela libert\u00e0 individuali e collettive, legge naturale, tradizione, famiglia, propriet\u00e0 e libert\u00e0 d\u2019impresa: <em>enclave<\/em> territoriali interconnesse tra loro. Di questo parla ad \u201ciFamNews\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Professore, la degenerazione ha inizio allorquando \u00abl\u2019unica filosofia accettabile \u00e8 il decostruzionismo\u00bb. Ce ne parli&#8230;<\/strong><br>A partire dalla fine degli anni 1960 l\u2019avanzamento di una suadente, ma non per questo meno pericolosa forma di post-marxismo nelle universit\u00e0 ha iniziato ad aggredire, decostruendo ogni elemento fondante, il concetto complessivo di societ\u00e0, di autorit\u00e0, di propriet\u00e0 privata e di libert\u00e0. Il decostruzionismo non \u00e8 il frutto estemporaneo di una moda culturale, bens\u00ec la risultante, pi\u00f9 o meno coerente, di questo percorso che, di anno in anno, \u00e8 andato sedimentandosi in accademia e nel dibattito pubblico. Se si prende, per esempio, l\u2019impatto che l\u2019opera del filosofo francese Jacques Derrida (1930-2004), principalmente <em>Forza di legge<\/em>, ma anche quelle di Gilles Deleuze (1925-1995) e di Pierre-F\u00e9lix Guattari (1930 -1992), filosofo il primo e psicoanalista il secondo, francesi, hanno esercitato su una parte della scienza del diritto nordamericana, conosciuta come \u00abCritical legal studies\u00bb (su cui consiglio la lettura del volume del giurista statunitense Gary Minda, <a href=\"https:\/\/ibs.it\/teorie-postmoderne-del-diritto-libro-gary-minda\/e\/9788815081193\" target=\"_blank\"><em>Teorie postmoderne del diritto<\/em><\/a>), ci si rende conto di come la tendenziale \u00abaggressione\u00bb culturale a canoni essenziali della societ\u00e0 si sia trasformata in un relativismo complessivo che sgretola e che frammenta tutto. La risultante, come quella di ogni relativismo, \u00e8 una deriva oscillante e incerta in cui nulla pi\u00f9 \u00e8 sacro. All\u2019individuo si sostituisce la collettivit\u00e0 indistinta e alla libert\u00e0 una declinazione totalizzante di eguaglianza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 da qui che nasce quella che definisce \u00abproliferazione dei diritti civili\u00bb?<\/strong><br>In questa prospettiva i diritti diventano solo dispositivi di complicazione sloganistica, totalmente slegati da una pretesa autentica pienamente esigibile: si individua un soggetto nuovo (in genere per motivazioni afferenti la convenienza ideologica) e gli si riconosce un diritto che per\u00f2, strutturalmente, \u00e8 solo un postulato enfatico e non un diritto vero. Lo hanno rilevato nel corso del tempo il filoso italiano Norberto Bobbio (1909-2004) e pi\u00f9 di recente il costituzionalista italiano Alfonso Celotto: l\u2019et\u00e0 dei diritti \u00e8 una rincorsa cieca e bulimica verso i non-diritti. Non basta infatti riconoscere e proclamare una data situazione come diritto: servono implementazione, costruzione di un sistema di esigibilit\u00e0 e finanziamento di una politica funzionale al riconoscimento del diritto. Decostruire \u00e8 la negazione totale di questo processo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto influisce oggi il \u00abcapitalismo immateriale\u00bb su questa deriva antropologica?<\/strong><br>Negli Stati Uniti d\u2019America \u00e8 ormai invalsa la definizione di \u00abwoke capitalism\u00bb, una espressione che sottende un\u2019agenda progressista da parte delle grandi <em>corporation<\/em> che spesso piegano i propri <em>brand<\/em>, e la propria azione commerciale e pubblicitaria, affinch\u00e9 incarni e veicoli messaggi politicamente corretti. Spesso <em>ossessivamente<\/em> politicamente corretti. Si tratta di grandissime societ\u00e0, la cui posizione dominante \u00e8 stata propiziata proprio dallo Stato e dai suoi interventi, mediante errori di regolazione e invasioni della sfera pubblica: questo incistamento tra logica pubblica e capitalismo deviante rispetto all\u2019autentica logica concorrenziale di mercato prende anche il nome di \u00abcrony capitalism\u00bb (traducibile con \u00abcapitalismo clientelare\u00bb), spesso a braccetto con il \u00abwoke capitalism\u00bb. Per \u00abcapitalismo immateriale\u00bb si intende molto spesso \u2013 penso all\u2019accezione che ne d\u00e0 l\u2019imprenditore e informatico italiano Stefano Quintarelli \u2013 il sistema di produzione connesso al digitale. Ecco, nel digitale delle grandi compagnie <em>hi-tech<\/em> vi \u00e8 la sublimazione del politicamente corretto, del \u00abwoke capitalism\u00bb e del \u00abcrony capitalism\u00bb: sono un grande sostenitore di innovazione, inventiva, creativit\u00e0 e delle idee che, in origine, erano alla base delle compagnie del digitale le quali per\u00f2, da tempo, e complice anche l\u2019intervento statale, sono divenute dei semi-Stati privati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quale ruolo giocano questi \u00absemi-Stati privati\u00bb?<\/strong><br>Di recente, sia in <em>Ipotesi neofeudale<\/em>, sia scrivendone per la Fondazione Leonardo-Civilt\u00e0 delle Macchine, li ho comparati alla Compagnia delle Indie: soggetti formalmente privati che per\u00f2 finiscono per sperimentare, attraverso incentivi e privilegi commerciali, la replica strutturale di funzioni pubbliche. Fra sistemi di giustizia interni e tentazione di battere propria moneta \u00e8 evidente che questi <em>social<\/em> inizino a divenire, nei fatti, una forma sublimata di Stato a base privata. Ma si badi: uno Stato privato che per\u00f2 non ha per matrice la volont\u00e0 dei consociati, non \u00e8 una <em>enclave<\/em> che nasca da transazioni e da scambi, bens\u00ec qualcosa in cui, se all\u2019inizio \u00e8 dato un vincolo contrattuale, poi, sul lungo periodo, emerge un\u2019asimmetria latamente coercitiva. \u00c8 parecchio evidente, per esempio, quando i <em>social media<\/em> maneggiano libert\u00e0 e diritti costituzionali. Si pensi al <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/stripe-blocca-trump\/\" target=\"_blank\">caso del presidente Donald J. Trump<\/a> espunto da tutti i <em>social<\/em>. Questa forma di capitalismo distorta e paradossalmente anticapitalistica penetra nel profondo della societ\u00e0 e degli individui, permeandone e plasmandone i comportamenti. Si pensi alla enorme questione della profilazione, del <em>data-mining<\/em>, su cui di recente la psicologa sociale statunitense Shoshana Zuboff ha pubblicato <a href=\"https:\/\/ibs.it\/capitalismo-della-sorveglianza-futuro-dell-libro-shoshana-zuboff\/e\/9788861054097\" target=\"_blank\"><em>Il capitalismo della sorveglianza<\/em><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa sono i cripto-Stati?<\/strong><br>L\u2019espressione \u00abcripto-Stati\u00bb indica in genere il decentramento funzionale radicale, importato dalla tecnologia avanzata. <em>Blockchain<\/em> e <em>crypto-currency<\/em> concorrono a una sorta di federalizzazione della <em>governance<\/em>, destrutturando lo Stato-nazione e proponendo l\u2019emersione di nicchie digitali che, sempre pi\u00f9 spesso, si arricchiscono di valenza politica. In <em>Ipotesi neofeudale <\/em>l\u2019espressione indica la strutturazione di <em>enclave<\/em> che prescindono dalla omogeneit\u00e0 dell\u2019ordinamento singolo-nazionale e si assemblano su coordinate contrattuali comuni, basate su transazioni volontarie, autodifesa, tecnologia, riconoscimento delle specificit\u00e0 locali e territoriali. Quindi digitale e reale si compenetrano fino a dare un panorama istituzionale distinto rispetto a quello del potere pubblico classico. Il federalismo radicale \u00e8 la forma pi\u00f9 elevata di riconoscimento della libert\u00e0, e la libert\u00e0 \u00e8 sempre assunzione di responsabilit\u00e0: l\u2019anarchia in fondo non \u00e8 mai sbraco, ma anzi, al contrario, auto-disciplina, secondo logica di mercato e produzione. Chiaramente non mi riferisco all\u2019anarchia collettivistica di matrice comunista, ma alla tradizione dell\u2019anarchismo individualista statunitense. Nello Stato il burocrate maneggia risorse non proprie e cura interessi collettivi: per questo la risultante delle sue scelte e le sue azioni non si riverberano direttamente sulle sue spalle, il che non aiuta propriamente a sentirsi davvero responsabili. Al contrario l\u2019imprenditore sopporta direttamente i costi delle proprie scelte. In una <em>enclave<\/em> basata su scelte volontarie e transazioni private \u00e8 evidente che si dovr\u00e0 stare molto pi\u00f9 attenti a ci\u00f2 che si fa, giacch\u00e9 ogni errore lo si paga in prima persona.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scrive che \u00e8 a rischio la propriet\u00e0 privata. \u00c8 minacciata anche la famiglia?<\/strong><br>Nella sua opera pi\u00f9 celebre, <a href=\"https:\/\/amazon.it\/Lazione-umana-Trattato-economia-Ludwig\/dp\/8849846029\" target=\"_blank\"><em>L\u2019azione umana<\/em><\/a>, l\u2019economista austriaco naturalizzato statunitense Ludwig von Mises (1881-1973) scrive: \u00abse l&#8217;esperienza storica potesse insegnarci qualcosa, sarebbe che la propriet\u00e0 privata \u00e8 inestricabilmente connessa alla civilt\u00e0\u00bb. \u00c8 innegabile che, sin dall\u2019importante centro abitato neolitico anatolico di <em>\u00c7atal H\u00fcy\u00fck<\/em>, e dalle prime forme di civilizzazione stabile e sedentaria, la propriet\u00e0 privata abbia esplicato una valenza assai pi\u00f9 profonda e incisiva di quella di un mero diritto economico. Si pensi d\u2019altronde alla concezione che il filosofo inglese John Locke (1632-1704), ne <em>Il secondo Trattato sul governo<\/em>, ha della propriet\u00e0 privata: una propriet\u00e0 cos\u00ec intensa e profonda da divenire un paradigma di auto-propriet\u00e0. \u00c8 quindi evidente che, laddove la propriet\u00e0 privata viene svilita, denigrata e limitata, si assista all\u2019emersione di un potere che stritola e che colpisce certamente anche la famiglia. D\u2019altronde sempre Mises avvertiva che la scomparsa della propriet\u00e0 privata prelude al potere totalitario. La scomparsa della propriet\u00e0 non \u00e8 casuale: \u00e8 propugnata da quelle dottrine, come il marxismo, che tendono a guardare con ampio sospetto la famiglia stessa. In fondo ne <em>Il Manifesto del partito comunista<\/em>, i fondatori tedeschi del comunismo Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895) propugnano l\u2019abolizione della famiglia. Oggi uno Stato sempre pi\u00f9 assistenzialista aggredisce tanto la propriet\u00e0 quanto la famiglia. Penso al blocco degli sfratti: una misura in apparenza \u201cumanitaria\u201d, ma che finisce per colpire i proprietari di casa. La <em>vulgata<\/em> vede nel proprietario di casa solo uno sfruttatore, uno speculatore, mentre molto spesso si tratta di persone che vivono letteralmente potendo contare sulla locazione di un immobile. C\u2019\u00e8 un ideologismo distorto che propugna solo logiche di assistenzialismo parassitario, che guarda con favore indulgente alle occupazioni degli immobili e in tutto questo si assiste anche all\u2019attacco ai valori della famiglia, alla sua funzione sostanziale di cellula essenziale della societ\u00e0. La famiglia intesa come societ\u00e0 naturale \u00e8 sempre pi\u00f9 sotto attacco, proprio come la propriet\u00e0 privata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa sono quelle che definisce \u00abisole di libert\u00e0\u00bb?<\/strong><br>Le \u00abisole di libert\u00e0\u00bb sono <em>enclave<\/em> che maturano consapevolezza e adombrano fisionomie sempre pi\u00f9 evidenti in un contesto, come l\u2019attuale, di disgregazione degli ordinamenti. Processo, questo, accelerato dalla pandemia: la finitezza spaziale, la reclusione, la connessione digitale tra distinte aree e citt\u00e0 hanno fatto emergere un processo gi\u00e0 <em>in fieri<\/em> da tempo. L\u2019economista statunitense Murray N. Rothbard (1926-1995) parla di \u00abnazioni per consenso\u00bb. Io direi che se si guarda il processo imperfetto di <em>nation-building<\/em> si deve ammettere che ogni citt\u00e0, ogni comune, ogni campanile, rappresenta, in Italia, un sistema sociale e culturale differenziato che dovrebbe essere valorizzato con libert\u00e0 e riconoscimento delle specificit\u00e0, non con l\u2019asfissiante assistenzialismo centralistico che tende a omogeneizzare tutto e troppo stesso ad annegare le aree pi\u00f9 evolute e produttive sotto una spessa coltre di tasse. Credo nel mercato e nella sua libert\u00e0, nei diritti individuali, nella inventiva, nella concorrenza e nella sana competitivit\u00e0, nella responsabilit\u00e0, e ritengo che una <em>enclave<\/em> davvero libera dovrebbe basarsi su questi paradigmi. Lo statalismo tende a dipingere questa visione come eccessiva. Sentendo parlare di privatizzazione, per esempio, si storce il naso: si pensa sempre all\u2019arbitrio, alla prevaricazione e si ritiene che solo la sfera statale possa permettere a tutti di fruire di un bene. In realt\u00e0, come dimostra l\u2019orizzonte decadente delle nostre citt\u00e0, la sfera statale non riesce a gestire i beni; si pensi ai parchi \u201cpubblici\u201d, spesso degradati e invivibili. Al contrario, se a gestirli fosse un privato, facendo pagare un biglietto , si pu\u00f2 essere ben certi che quei parchi sarebbero curati, attrattivi e sicuri. Per me la libert\u00e0 deve essere effettiva. Sono libero di frequentare un parco pubblico abbandonato, sporco e magari invaso da soggetti poco raccomandabili? Sono libero solo in teoria, ma nei fatti non ci andrei mai in quel parco. In questo senso nelle citt\u00e0 il maggior numero di beni e di servizi dovrebbero andare ai privati: e non \u00e8 solo questione di efficienza economica, ma davvero di libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Venanzoni parla del suo libro \u00abIpotesi neofeudale\u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":56491,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"mc4wp_mailchimp_campaign":[],"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"subtitle":"Andrea Venanzoni parla del suo libro \u00abIpotesi neofeudale\u00bb","format":"standard","video":"","gallery":"","source_name":"","source_url":"","via_name":"","via_url":"","override":[{"single_blog_custom":"","sidebar":"","second_sidebar":"","share_position":"","share_float_style":"","post_date_format":"","post_date_format_custom":"","post_reading_time_wpm":"","zoom_button_out_step":"1","zoom_button_in_step":"1","number_popup_post":"1"}],"image_override":[{"single_post_thumbnail_size":"","single_post_gallery_size":""}],"trending_post_position":"","trending_post_label":"","sponsored_post_label":"","sponsored_post_name":"","sponsored_post_url":"","sponsored_post_logo":"","sponsored_post_desc":""},"jnews_primary_category":{"id":"764"},"jnews_social_meta":{"fb_title":"","fb_description":"","fb_image":"","twitter_title":"","twitter_description":"","twitter_image":""},"jnews_override_counter":{"view_counter_number":"0","share_counter_number":"0","like_counter_number":"0","dislike_counter_number":"0"},"footnotes":""},"categories":[764,951],"tags":[806,2846,7993],"class_list":["post-56489","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-foreground-it","tag-famiglia","tag-stato","tag-vetrina"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v25.9 (Yoast SEO v27.3) - 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