{"id":20862,"date":"2020-07-18T00:00:00","date_gmt":"2020-07-18T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=20862"},"modified":"2020-07-30T03:59:42","modified_gmt":"2020-07-30T08:59:42","slug":"lera-della-donna-macchina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/lera-della-donna-macchina","title":{"rendered":"L\u2019era della \u201cdonna-macchina\u201d"},"content":{"rendered":"<p class=\"last-updated\">Last updated on Luglio 30th, 2020 at 03:59 am<\/p>\n<p>Il tema della <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/uteri-artificiali-per-bambini-fai-da-te\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">procreazione e della riproduzione umane<\/a> \u00e8 costantemente foriero di riflessioni. Negli ultimi decenni l&#8217;ambito riproduttivo umano si \u00e8 andato modificando. Quello che un tempo era una esperienza umana unica e irripetibile, che seguiva il ritmo lento della natura e della biologia, ha finito per essere assorbito dalle numerose tecnologie mediche conquistate. La tecnologia riproduttiva, anzi le tecnologie riproduttive, visto che diverse e varie sono le scelte tecno-mediche che una coppia ha oggi di fronte a s\u00e9, sono ormai parte dell&#8217;azione riproduttiva, sostituendo in diverse occasioni l&#8217;atto procreativo umano. Gli uteri artificiali, le diverse tecniche di riproduzione artificiale e la <em>solo reproduction<\/em> \u2012 ossia la riproduzione che usa materiale biologico (sperma e ovociti) provenienti da un&#8217;unica persona \u2012 sono solo alcuni esempi della diversit\u00e0 e della vastit\u00e0 delle possibilit\u00e0 che hanno finito per sostituirsi e per dettare i tempi e i modi della riproduzione umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Come\nsi percepisce anche dall&#8217;uso della lingua, che non \u00e8 mai casuale, l&#8217;atto\nprocreativo \u00e8 quello che si compie tra un uomo e una donna, nell&#8217;intimit\u00e0 della\npropria corporeit\u00e0, mentre l&#8217;atto riproduttivo \u00e8 quello che, attraverso l&#8217;uso\ndella tecnica medica, si inserisce nell&#8217;atto di quella coppia, a diversi\nlivelli e con diverse modalit\u00e0, pi\u00f9 o meno invasive e sostitutive dell&#8217;atto\nsessuale e procreativo stesso.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Femminismo\ntecno-medico<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;uso\ndelle tecniche di riproduzione artificiale (TRA) \u00e8 diventato a pieno titolo\nun&#8217;alternativa alla procreazione: inizialmente presentate come un aiuto alle coppie\nin difficolt\u00e0 per ragioni di infertilit\u00e0 e di sterilit\u00e0, le TRA sono state per\nquesto anche ammantate di una valenza morale che offre, in modo particolare alle\ndonne, la possibilit\u00e0 di pianificare e di ottenere una gravidanza in piena\nautonomia.<\/p>\n\n\n\n<p>La\ntecno-medicina viene infatti presentata spesso come strumento di rivendicazione\nfemminista per l&#8217;autonomia e per la libert\u00e0 delle donne. Una donna pu\u00f2 decidere\nquando pianificare una gravidanza e come ottenerla, pu\u00f2 bypassare la condizione\ndi sterilit\u00e0 (maschile o femminile), pu\u00f2 monitorare sia la fase preconcezionale\nsia quella prenatale attraverso le varie tecniche di diagnosi genetica, pu\u00f2\nscegliere di selezionare e di impiantare quell&#8217;embrione che rispetta le\naspettative di salute clinica desiderate e scartare quelli difettosi se si\nsottopone alle tecniche di fecondazione artificiale, e pu\u00f2 addirittura\npianificare il momento del parto attraverso l&#8217;opzione del cesareo al posto di\nquello vaginale, anche in gravidanze fisiologiche, non a rischio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le conseguenze di questo diffuso uso delle TRA emerge prepotentemente quello che <a href=\"https:\/\/researchgate.net\/publication\/315674040_Reproductive_Autonomy_and_Reproductive_Technology\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Sylvia Burrow, della Cape Breton Univeristy di Sydney, in Canada,<\/a> chiama \u00abimperativo tecnologico\u00bb. Vale a dire medici e donne prossime al parto che sentono \u00abcome imprescindibile l&#8217;uso costante della tecnologia, non sentendosi a proprio agio nel rifiutarla senza alcuna ragione\u00bb. Alle donne che si affacciano a una gravidanza viene offerto un insieme di <em>test<\/em>, monitoraggi e analisi a cui molto raramente la donna riesce a sottrarsi. La pressione medica e sociale \u00e8 fortissima: da un lato i medici spingono la donna a farne uso anche per attuare quella che in gergo viene chiamata una \u00abmedicina difensiva\u00bb, una medicina, cio\u00e8, che difende il dottore da eventuali ripercussioni medico-legali che in ambito prenatale sono abbastanza diffuse; dall&#8217;altro lato le pressioni sociali, che la spingono a usufruire di qualsiasi tecnica disponibile, facendole credere di essere pi\u00f9 sicura nel raggiungimento dell&#8217;obiettivo, in questo caso ottenere il bambino desiderato garantendo la qualit\u00e0 sanitaria del nascituro e della gestante.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La\nsindrome della pianificazione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 proprio vero che avere a diposizione un numero maggiore di TRA, in particolare sulla riproduzione, renda noi donne realmente pi\u00f9 libere? Le donne esercitano davvero la propria autonomia nel momento in cui scelgono come e quando rimanere incinte, progettando la propria gravidanza e il parto?<\/p>\n\n\n\n<p>La\ntecnologia offre, almeno apparentemente, l&#8217;idea di poter pianificare il\nconcepimento e la gravidanza, in particolare il parto, nel modo e nei tempi che\npi\u00f9 rispettano il percorso autobiografico, sociale, lavorativo ed economico della\ndonna. Il solo fatto di non essere pi\u00f9 &#8220;in bal\u00eca della natura&#8221; fa\ncredere di potere controllare ogni aspetto della vita, anche quello pi\u00f9\nnaturale e intimo della gravidanza. Il senso di sicurezza che la scienza e la\ntecnica alimentano nel subconscio portano a scegliere a volte opzioni che non rappresentano\nnemmeno necessariamente la scelta pi\u00f9 sicura.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spiega bene <a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/18307481\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Marian F. MacDorman, specialista che opera nei Centers for Disease Control and Prevention<\/a>, di Hyattsville, nel Maryland, quando indica un tasso di mortalit\u00e0 fetale di 2,4 volte pi\u00f9 alto nei parti cesarei senza complicazioni rispetto ai parti vaginali. Esiste, infatti, una diffusa percezione secondo cui il parto cesareo sarebbe meno rischioso di quello vaginale, mentre invece le statistiche e gli studi condotti sul lungo periodo evidenziano esattamente il contrario. Secondo alcuni studi, inoltre, <a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/18973870\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">almeno il 20% dei cesarei sarebbe non necessario da un punto di vista clinico<\/a>. Pensare una tecnica come routinaria della pratica clinica, porta di conseguenza a pensare che essa sia anche pi\u00f9 sicura e meno rischiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio proprio la scelta del parto cesareo, anche quando non necessario, \u00e8 intrapresa dalle donne sia per evitare possibili fastidi durante e dopo il parto, relativamente a dolore, <em>stress<\/em> fetale, disfunzioni sessuali future e incontinenza \u2012 rischi che per\u00f2 tendono appunto a essere sovrarappresentati \u2012, ma anche per rispondere a esigenze di tipo lavorativo e sociale, che chiedono una gestante sempre pi\u00f9 attiva fino all&#8217;ultimo e dopo ultra-performante. Noi donne abbiamo del resto pagato pesantemente la nostra entrata nel mondo del lavoro: molte di noi si sono <a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/15831503\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">affacciate alla prima gravidanza a un&#8217;et\u00e0 biografica avanzata<\/a>, con un tasso di fertilit\u00e0 che diminuisce gradualmente <a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/24559617\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">gi\u00e0 a partire dai 32 anni per poi scendere vertiginosamente dopo i 35<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ingranaggi\ndi un meccanismo oliato e produttivo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ora,\nla questione dell&#8217;autonomia della donna in campo riproduttivo non \u00e8 certamente nuova\nnel dibattito moderno, ma con la diffusione delle TRA \u00e8 diventata centrale. Ci\nsi deve adesso chiedere se il solo fatto di avere tante opzioni a disposizione renda\nautomaticamente liberi di scegliere ci\u00f2 che \u00e8 meglio o se invece la tecnica sia\nin questo caso un ulteriore laccio per la donna che si sente spinta a usufruirne.\nChi rifiuta la stressante batteria di <em>test<\/em> preconcezionali e prenatali\nsubisce la pressione di aver messo a rischio la salute del feto, che potrebbe\nquindi nascere malato e divenire successivamente un costo sociale per l&#8217;intera\ncomunit\u00e0. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si\naggiunge poi un&#8217;ulteriore riflessione: le TRA rispondono solamente a una\nesigenza medico-clinica oppure rientrano in gran parte nel contesto della\ncosiddetta \u00abmedicina del desiderio\u00bb? Le TRA sono trattamenti terapeutici\nspecifici per un problema diagnosticato di tipo clinico oppure molte di queste\ntecniche sono nate solo per soddisfare i bisogni secondari e i desideri di vita\ndi una coppia?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8\nmolto importante stabilire se un trattamento, di qualunque natura sia, risponda\nanzitutto a una necessit\u00e0 clinica. In un contesto, come quello odierno, in cui\nle societ\u00e0 moderne occidentali, con un sistema sanitario di stampo\nassistenzialista, si muovono sempre pi\u00f9 nel contesto di una scarsit\u00e0 di\nrisorse, \u00e8 prioritario focalizzare se e in che misura un trattamento abbia o\nmeno finalit\u00e0 cliniche. \n\nL&#8217;imperativo tecnologico\nha infatti finito per stringere le donne in una morsa che le ha rese\napparentemente pi\u00f9 autonome, ma che in realt\u00e0 le costringe, come mai prima\nd&#8217;ora, a essere un componente funzionale in un ingranaggio sociale oliato e\nproduttivo. Ricuperare il tempo del nostro corpo e della nostra natura, ricuperare\nla nostra femminilit\u00e0: questo \u00e8 l\u2019imperativo vero.\n\n\n\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imperativo tecnologico della riproduzione, ultima frontiera della falsa libert\u00e0 che schiavizza<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":20865,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"mc4wp_mailchimp_campaign":[],"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"subtitle":"L'imperativo tecnologico della riproduzione, ultima frontiera della falsa libert\u00e0 che schiavizza","format":"standard","video":"","gallery":"","source_name":"","source_url":"","via_name":"","via_url":"","override":[{"single_blog_custom":"","sidebar":"","second_sidebar":"","share_position":"","share_float_style":"","post_date_format":"","post_date_format_custom":"","post_reading_time_wpm":"","zoom_button_out_step":"1","zoom_button_in_step":"1","number_popup_post":"1"}],"image_override":[{"single_post_thumbnail_size":"","single_post_gallery_size":""}],"trending_post_position":"","trending_post_label":""},"jnews_primary_category":{"id":"779"},"jnews_social_meta":{"fb_title":"","fb_description":"","fb_image":"","twitter_title":"","twitter_description":"","twitter_image":""},"jnews_override_counter":{"view_counter_number":"0","share_counter_number":"0","like_counter_number":"0","dislike_counter_number":"0"},"footnotes":""},"categories":[779],"tags":[4602,4603],"class_list":["post-20862","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza","tag-procreazione","tag-riproduzione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v25.9 (Yoast SEO v27.3) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019era della \u201cdonna-macchina\u201d - IFN<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L\u2019era della \u201cdonna-macchina\u201d. 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