{"id":200953,"date":"2023-06-24T03:31:16","date_gmt":"2023-06-24T07:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=200953"},"modified":"2023-06-24T03:59:34","modified_gmt":"2023-06-24T07:59:34","slug":"la-massima-corte-europea-dei-diritti-dell-uomo-conferma-la-protezione-pro-vita-della-polonia-per-i-nascituri-con-disabilit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/la-massima-corte-europea-dei-diritti-dell-uomo-conferma-la-protezione-pro-vita-della-polonia-per-i-nascituri-con-disabilit","title":{"rendered":"La massima Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo conferma la protezione pro-vita della Polonia per i nascituri con disabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<ul>\n<li>Nel caso &#8216;AM e altri contro la Polonia&#8217;, i sostenitori dell&#8217;aborto hanno citato in giudizio la Polonia affermando di avere il &#8220;diritto&#8221; di abortire i bambini non nati con &#8220;anomalie fetali&#8221;.<\/li>\n<li>La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo ha ritenuto inammissibile la loro richiesta, rifiutando di confermare un &#8220;diritto all&#8217;aborto&#8221; ai sensi della legge europea sui diritti umani.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Esiste un &#8220;diritto&#8221; ad abortire i bambini non nati con condizioni di salute o esigenze speciali?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 stata la questione sollevata davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo da una campagna organizzata di attivisti pro-aborto dalla Polonia. L&#8217;8 giugno 2023, la Corte di Strasburgo ha respinto la richiesta di otto cittadini polacchi che sostengono di essere &#8220;vittime potenziali&#8221; della legge polacca recentemente modificata che protegge i bambini non nati con disabilit\u00e0 dall&#8217;aborto. Le ricorrenti hanno sostenuto che, ipoteticamente, non sarebbe stato loro concesso l&#8217;aborto sulla base di &#8220;anomalie fetali&#8221;, dopo che il Tribunale Costituzionale della Polonia ha stabilito che tale motivo per un aborto sarebbe stato contrario alla Costituzione polacca del 2020.<\/p>\n<p>ADF International (organizzazione di difesa che protegge le libert\u00e0 fondamentali e promuove la dignit\u00e0 intrinseca di tutte le persone) \u00e8 intervenuta nella causa a sostegno delle tutele legali per i bambini con disabilit\u00e0. La Corte di Strasburgo ha ritenuto che le donne non abbiano prodotto alcuna prova di essere state personalmente colpite dalle modifiche apportate alla legge polacca per proteggere i nascituri disabili. Di conseguenza, la Corte ha respinto le loro richieste affermando che erano ipotetiche e troppo &#8220;remote e astratte&#8221; per essere prese in considerazione dal tribunale.<\/p>\n<p>&#8220;Ogni bambino ha diritto alla vita, indipendentemente dalle sue condizioni di salute. I bambini con esigenze mediche particolari devono essere protetti e curati, una societ\u00e0 veramente umana si prender\u00e0 cura dei suoi membri pi\u00f9 deboli. Ecco perch\u00e9 il diritto internazionale richiede &#8220;un&#8217;adeguata protezione legale,&nbsp; sia prima che dopo la nascita dei bambini&#8221;, come affermato nella Convenzione sui Diritti del Bambino. Nonostante le pressioni di una campagna organizzata su larga scala a favore dell&#8217;aborto, la Corte Europea dei Diritti Umani ha rifiutato di affermare che esiste un &#8220;diritto all&#8217;aborto&#8221; nel diritto internazionale&#8221;, ha dichiarato Lorc\u00e1n Price, consulente legale dell&#8217;organizzazione di difesa legale ADF International.<\/p>\n<p>La decisione del Tribunale Costituzionale polacco di proteggere i bambini non nati con disabilit\u00e0 ha portato i sostenitori dell&#8217;aborto a lanciare una campagna legale contro la Polonia. Nella causa &#8216;AM e altri contro la Polonia&#8217;, le ricorrenti sostengono che, in quanto donne in et\u00e0 fertile, le tutele legali per i nascituri con esigenze speciali o condizioni di salute violano il loro &#8220;diritto al rispetto della vita familiare e privata&#8221;, come garantito dall&#8217;Articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti Umani. Tuttavia, la massima corte europea per i diritti umani ha ripetutamente confermato che &#8220;l&#8217;Articolo 8 non pu\u00f2 essere interpretato come un diritto all&#8217;aborto&#8221;. (P. e S. contro Polonia e A,B,C contro Irlanda).<\/p>\n<p>&#8220;I costanti sforzi per disumanizzare i nascituri con disabilit\u00e0 come quelli con la Sindrome di Down sono profondamente ingiusti. In tutta Europa quasi tutti i bambini con diagnosi prenatale di Sindrome di Down vengono abortiti: quasi il 100 percento in Islanda, il 98 percento in Danimarca e il 90 percento nel Regno Unito. I Paesi devono proteggere i diritti dei bambini non nati con disabilit\u00e0, abbiamo l&#8217;obbligo di agire in conformit\u00e0 con i diritti umani fondamentali che si estendono a tutte le persone&#8221;, ha continuato Price.<\/p>\n<p>The post La massima Corte europea dei diritti umani conferma la protezione pro-vita della Polonia per i nascituri disabili appeared first on ADF International.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel caso &#8216;AM e altri contro la Polonia&#8217;, i sostenitori dell&#8217;aborto hanno citato in giudizio la Polonia affermando di avere il &#8220;diritto&#8221; di abortire i bambini non nati con &#8220;anomalie fetali&#8221;. 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