{"id":17071,"date":"2020-05-22T00:00:03","date_gmt":"2020-05-22T05:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=17071"},"modified":"2020-05-26T04:00:45","modified_gmt":"2020-05-26T09:00:45","slug":"le-paritarie-fanno-bene-allitalia-di-loro-di-continuare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/le-paritarie-fanno-bene-allitalia-di-loro-di-continuare","title":{"rendered":"Le paritarie fanno bene all\u2019Italia. Di&#8217; loro di continuare"},"content":{"rendered":"<p class=\"last-updated\">Last updated on Maggio 26th, 2020 at 04:00 am<\/p>\n<p>Fra le vittime del <em>coronavirus<\/em> e della crisi economica che verr\u00e0, una, <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/author\/mrespinti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">oramai \u00e8 notizia nota, \u00e8 particolarmente silente<\/a>: la scuola paritaria. Secondo stime riguardanti il prossimo anno scolastico, circa un terzo degli istituti non statali potrebbe non riaprire i battenti. Sono previsioni citate da <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/il-governo-conte-abbandonera-300mila-studenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">suor Anna Monia Alfieri<\/a> e da Carlo Amenta nello studio <a href=\"https:\/\/brunoleoni.it\/proposta-una-scuola-per-tutti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Una scuola per tutti<\/em><\/a>, pubblicato dal <em>think tank<\/em> Istituto Bruno Leoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Un argomento tipico di tutte le categorie imprenditoriali, professionali e sociali, in vista della crisi, \u00e8 chiedere pi\u00f9 fondi pubblici per il proprio settore, considerandolo indispensabile per la societ\u00e0. <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/che-fare-davanti-ai-soldi-dello-stato-per-le-scuole-paritarie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ci\u00f2 che chiedono i (pochi) difensori delle scuole paritarie<\/a> \u00e8 invece molto differente. <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/paritarie-la-mancetta-del-governo-non-la-vogliamo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">I difensori della libert\u00e0 di istruzione, infatti, non chiedono soldi per se stessi, ma per le famiglie degli allievi<\/a>: dare un buono scuola alle famiglie e permettere loro di scegliere pi\u00f9 liberamente in quale scuola mandare i figli. Inoltre l\u2019aumento relativo della spesa pubblica, che il buono scuola comporterebbe, \u00e8 molto inferiore alla spesa che vi sarebbe, inevitabilmente, se tutti gli allievi delle scuole paritarie si dovessero trasferire nella scuola pubblica. Perch\u00e9 questo \u00e8 ci\u00f2 che accadrebbe, se le paritarie dovessero chiudere i battenti. Gli studenti delle scuole non statali sono quasi 867mila, di tutte le et\u00e0. Se un terzo delle scuole in cui studiano dovesse chiudere, rimarrebbero a spasso circa 290mila studenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo\ni conti della Alfieri e di Amenta, l\u2019aumento di spesa pubblica che lo Stato\ndovrebbe erogare in caso di iscrizione di tutti gli allievi delle paritarie\nnelle scuole di Stato sarebbe pari a 5 miliardi all\u2019anno. Poniamo che a\nsettembre \u201csolo\u201d un terzo delle paritarie non dovesse riaprire i battenti, in\ntal caso lo Stato dovrebbe erogare 1,6 miliardi all\u2019anno in pi\u00f9. Un buono\nscuola costerebbe esattamente la met\u00e0. Anche se dovesse essere erogato a tutte\nle famiglie degli attuali iscritti alle paritarie (per circa 867mila studenti)\ncomporterebbe una spesa massima di 2,4 miliardi all\u2019anno, la met\u00e0 di quel che\nsi dovrebbe spendere per iscrivere tutti quegli allievi nelle scuole statali. Giusto\nper dare il senso delle proporzioni, uno studente della scuola di Stato costa\nal contribuente, in media, 6.006 euro all\u2019anno (stima del ministero dell\u2019Istruzione\nUniversit\u00e0 e Ricerca). Uno studente delle paritarie costa al contribuente, in\nmedia, 752 euro (stima di Alfieri e Amenta), mentre il resto del costo\ndell\u2019istruzione \u00e8 sostenuto dalla famiglia dell\u2019allievo. Da non dimenticare che\nle famiglie che iscrivono il proprio figlio alla scuola non statale pagano due\nvolte: la prima volta con le tasse (per un servizio di cui non usufruiscono) e la\nseconda volta con la retta da pagare alla scuola paritaria. Con l\u2019introduzione\ndi un buono scuola, non si farebbe altro che restituire una parte delle tasse\npagate dalle famiglie che non usufruiscono del servizio delle scuole di Stato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Briciole,\no poco pi\u00f9<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 stata la risposta del governo? Nulla o quasi. Nel cosiddetto \u00ab<a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/dl-rilancio-le-famiglie-dimenticate-pronte-alla-piazza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Decreto Rilancio<\/a>\u00bb sono stanziati 80 milioni di euro a sostegno delle famiglie che hanno mandato i figli nelle scuole paritarie materne. Nulla \u00e8 previsto per tutti i successivi livelli di istruzione, dalle elementari in su. L\u2019aggiunta di 70 milioni per un totale di 150 non sposta di molto la questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ci si deve dunque aspettare? Da un punto di vista meramente economico, di pagare molto di pi\u00f9, poich\u00e9, se veramente un terzo delle paritarie dovesse chiudere, si avrebbe un esborso molto maggiore per trasferire alla scuola statale tutti gli studenti rimasti senza n\u00e9 aule n\u00e9 professori. Secondo: si avrebbero circa 60mila disoccupati in pi\u00f9, ovvero un terzo dei 180mila dipendenti delle scuole non statali. Un numero di posti di lavoro bruciati, questo, che non verr\u00e0 certo colmato dall\u2019assunzione di <a href=\"https:\/\/fanpage.it\/politica\/scuola-governo-annuncia-nuove-assunzioni-arrivano-16mila-docenti-in-piu-in-classe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">16mila insegnanti<\/a> nella scuola pubblica annunciata dal ministro dell\u2019Economia, Roberto Gualtieri, come misura per rilanciare la scuola. Infine, ma non da ultimo, si godrebbe tutti di meno libert\u00e0 di scelta.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 dell\u2019aspetto meramente economico, la scuola paritaria non solo consente un risparmio, ma soprattutto permette di mantenere l\u2019ordine naturale dell\u2019educazione, basato sul principio di sussidiariet\u00e0. A chi appartiene l\u2019onore e l\u2019onere di educare? Allo Stato o alla famiglia? La nostra stessa <em><a href=\"https:\/\/senato.it\/documenti\/repository\/istituzione\/costituzione.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Costituzione<\/a><\/em>, all\u2019Art. 30, afferma che tocchi alla famiglia: \u00ab\u00c8 dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio\u00bb. Quel che spesso si dimentica \u00e8 che il centro dell\u2019istruzione pubblica italiana \u00e8 sempre la famiglia, non la scuola statale, che subentra solo in seconda istanza, come supporto. I nemici della paritaria citano l\u2019Art. 33, terzo comma, della legge fondamentale: \u00abEnti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato\u00bb e citano solo quel \u00absenza oneri per lo Stato\u00bbper opporsi a ogni progetto di buono scuola. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 una bella differenza fra l\u2019aiutare direttamente una scuola pubblica non statale e l\u2019aiutare una famiglia a scegliere liberamente la migliore educazione per il figlio. Una differenza che stentano a vedere.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La\nmalattia della scuola \u00e8 il monopolio statale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Riducendo l\u2019offerta dell\u2019istruzione al solo apparato statale si riduce enormemente la libert\u00e0 di scelta delle famiglie. E questo \u00e8 un danno per tutti, sia per le scuole sia per le famiglie. Il pluralismo favorisce invece la competizione e la ricerca della qualit\u00e0, come scrivevano nel 2018 i professori Dario Antiseri e Flavio Felice in una <a href=\"https:\/\/tocqueville-acton.com\/2018\/01\/17\/lettera-di-dario-antiseri-e-flavio-felice-sui-problemi-della-scuola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">lettera aperta a tutti i partiti<\/a>: \u00abNessuna scuola sar\u00e0 mai uguale all\u2019altra \u2013 un preside pi\u00f9 attivo, una segreteria pi\u00f9 operosa, una biblioteca ben fornita, un laboratorio ben attrezzato, insegnanti pi\u00f9 preparati, ecc. bastano a fare la differenza. Me se nessuna scuola sar\u00e0 mai uguale all\u2019altra, non sar\u00e0 allora che tutte potranno migliorarsi attraverso la competizione? In breve, non esistono forse buone ragioni per affermare che \u00e8 tramite la competizione tra scuola e scuola che si pu\u00f2 sperare di migliorare il nostro sistema formativo: la scuola statale e quella non statale?\u00bb. Nella lettera citata i due autori individuavano nel monopolio statale la vera malattia dell\u2019istruzione pubblica: \u00abIl monopolio statale nella gestione dell\u2019istruzione \u00e8 negazione di libert\u00e0; \u00e8 in contrasto con la giustizia sociale; devasta l\u2019efficienza della scuola. E favorisce l\u2019irresponsabilit\u00e0 di studenti, talvolta anche quella di alcuni insegnanti e, oggi, pure quella di non pochi genitori\u00bb. Ecco, noi stiamo andando dritti verso questo secondo scenario. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se a settembre \u201csolo\u201d un terzo delle paritarie non dovesse riaprire i battenti lo Stato dovrebbe erogare 1,6 miliardi all\u2019anno in pi\u00f9. 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