{"id":170466,"date":"2022-11-15T00:00:00","date_gmt":"2022-11-15T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=170466"},"modified":"2022-11-24T04:26:55","modified_gmt":"2022-11-24T09:26:55","slug":"gli-usa-perdono-la-battaglia-sui-princ-pi-non-negoziabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/gli-usa-perdono-la-battaglia-sui-princ-pi-non-negoziabili","title":{"rendered":"Gli USA perdono la battaglia sui princ\u00ecpi non negoziabili"},"content":{"rendered":"<p class=\"last-updated\">Last updated on Novembre 24th, 2022 at 04:26 am<\/p>\n<p>Un disastro totale. Nelle elezioni \u201cdi medio termine\u201d con cui l\u20198 novembre gli Stati Uniti d\u2019America hanno eletto per intero la Camera dei deputati e un terzo circa dei senatori che dal 3 gennaio comporranno il 118\u00b0 Congresso federale, non solo non si \u00e8 materializzata la cosiddetta \u00abonda rossa\u00bb, cio\u00e8 la vittoria netta del Partito Repubblicano (<em>grosso modo<\/em> dal 2000 si usa in modo ubiquo il colore rosso per indicare i Repubblicani), che alla vigilia sembrava una realt\u00e0, ma la loro sconfitta \u00e8 stata enorme. Sar\u00e0 infatti sconfitta cocente comunque anche se i Repubblicani, finiti gli ultimi conteggi ancora <em>in fieri<\/em>, dovessero ottenere la maggioranza alla Camera. Per almeno sei ragioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 che il Senato \u00e8 perduto. Dopo le elezioni dell\u20198 novembre i Democratici contano 48 senatori pi\u00f9 due \u201cfinti\u201d indipendenti che si schierano sempre dalla loro parte. Totalizzano cio\u00e8 quota 50, che \u00e8 la met\u00e0 dell\u2019assise. Ora, gi\u00e0 questa parit\u00e0 una vittoria Democratica e una sconfitta repubblicana, poich\u00e9, nel caso in cui la parit\u00e0 si presentasse in aula anche in sede di voto, al Senato sarebbe decisivo il voto del presidente di quella \u201cCamera alta\u201d il quale coincide con il vicepresidente federale, ossia oggi Kamala Harris, la vice di Joe Biden. Che qualche senatore Democratico rompa i ranghi in sede di voti per alterare la maggioranza \u00e8 improbabile, bench\u00e9 non impossibile: comunque sia dannatamente arduo. Dunque, se anche i Repubblicani vincessero il seggio senatoriale non ancora assegnato in Georgia (lo sar\u00e0 il 6 dicembre mediante ballottaggio), al Senato i Repubblicani hanno perso.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda \u00e8 che nel Senato del 118\u00b0 Congresso i Repubblicani hanno gi\u00e0 meno peso che nel 117\u00b0 Congresso, pur con il seggio della Georgia ancora da assegnare, perch\u00e9, rispetto, alla composizione dell\u2019assise precedente, non solo non hanno guadagnato alcun seggio, ma ne hanno addirittura perso uno: il seggio senatoriale della Pennsylvania mantenuto ininterrottamente dai Repubblicani dal 1962, conquistato dal vicegovernatore Democratico di quello Stato, John Fetterman.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza ragione \u00e8 che il Fetterman-ago della bilancia gi\u00e0 adesso \u00e8 un deciso alfiere dell\u2019aborto, che ha messo come \u201cdiritto\u201d al centro della propria proposta politica, facendone il tema principe della campagna elettorale soprattutto nelle ultime settimane precedenti il voto, mentre troppi Repubblicani sono stati, o sembrati, timidi su questo che negli annunci, avrebbe dovuto essere <em>il<\/em> tema di questa tornata elettorale.<\/p>\n\n\n\n<p>La quarta \u00e8 che, essendo il <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/vittoria-repubblicana-una-grande-notizia-speriamo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Senato decisivo per la ratifica parlamentare delle proposte di legge<\/a>, il Senato a maggioranza Democratica \u201cguidato\u201d dal Fetterman Fetterman-ago della bilancia gi\u00e0 adesso si getter\u00e0 ora subito a pesce sulla legge che il presidente Biden e l\u2019<em>establishment<\/em> Democratico hanno promesso di dare al Paese per sconfessare e ribaltare quanto benemeritamente fatto dalla <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it\/thank-you-scotus\/amp\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Corte Suprema federale che il 24 giugno<\/a> ha cancellato la bugia dell\u2019aborto come \u201cdiritto\u201d. Certo, fra i Democratici del Senato siedono sono i senatori <em>pro-life<\/em> Rober Casey Jr. e Joe Manchin, ma fra i Repubblicani persistono le filoabortiste Susan Collins e Lisa Murkovski.<\/p>\n\n\n\n<p>La quinta ragione \u00e8 che se anche i Repubblicani vincessero alla Camera, lo farebbero di stretta misura: secondo alcune proiezioni avrebbero la maggioranza con un solo di seggio in pi\u00f9 rispetto ai 218 necessari per avere il controllo dell\u2019Aula. Che significherebbe s\u00ec 13 seggi in pi\u00f9 nel 118\u00b0 Congresso rispetto al 117\u00b0 con la conquista di 19, ma pure avendone persi 9, cosa che non era affatto prevedibile, e dunque alla fine ottenendo con un risultato tanto striminzito da essere facilmente ribaltabile al lato pratico.<\/p>\n\n\n\n<p>La sesta \u00e8 che nei cinque <em>referendum<\/em> (fra altri) sull\u2019aborto che si sono svolti in California, Kentucky, Michigan, Montana, Oregon e Vermont in concomitanza delle elezioni \u00abdi medio termine\u00bb il diritto alla vita ha perso ovunque.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-trump-ha-stufato\"><strong>Trump ha stufato<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, peggio di cos\u00ec non poteva andare, e questo indica chiaramente due cose.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 che il Partito Repubblicano deve superare subito il momento Trump. L\u2019ex presidente Donald J. Trump \u00e8 infatti oramai un ostacolo, e imbarazzante. Tutti, o quasi, i candidati Repubblicani apertamente sponsorizzati da lui nelle elezioni dell\u20198 novembre hanno fallito e, per timore di concorrenza, Trump ha pure criticato in maniera surreale gli unici Repubblicani che abbiano fatto elettoralmente bene. Ma, pi\u00f9 importante ancora, la retorica di Trump non paga pi\u00f9 e le sue proposte politiche non convincono.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel che Trump ha fatto alla presidenza certamente resta. Soprattutto ci\u00f2 che di buono, anzi di ottimo ha fatto. Chiunque ora lo negasse sarebbe moralmente inqualificabile. Il bene che Trump ha fatto al suo Paese \u00e8 sul tavolo: a partire dalla nomina dei giudici della Corte Suprema federale per continuare con le molte misure a favore della vita, della famiglia naturale, della libert\u00e0 religiosa e cos\u00ec via. Quelle cose resteranno incise sulla pietra della storia e non scompariranno. Anzi, bisogner\u00e0 ricordarle a ogni pi\u00e8 sospinto a fonte di una turba di orchetti mugghianti che vorranno cancellare tutto nell\u2019indistinto di una lunga notte in cui tutte le vacche sono nere, in modo da fugare ogni dubbio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Trump ha stufato. Ricordiamo ora che il Trump improbabile delle elezioni primarie del 2016, quello che davvero non ci si augurava diventasse presidente perch\u00e9 ben altri e migliori vi erano in campo, lasci\u00f2 il posto al Trump che ottenne la <em>nomination<\/em> presidenziale del Partito Repubblicano. Come Trump sia riuscito a farlo \u00e8 cosa di cui si riempiranno ancora i libri di storia per molto, ma a quel punto si tratt\u00f2 di scegliere fra il grandissimo male promesso da Hillary Clinton e un male diverso, decisamente minore, molto minore, rappresentato da Trump. Ma soprattutto non era data soluzione terza. Molti, inqualificabilmente, sacrificando tutto, abbracciando l\u2019impossibile, scelsero in quel frangente, anche in Italia, di sostenere la Clinton contro l\u2019assurdo Trump; altri invece (fra cui chi qui scrive) optarono realisticamente per Trump.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto attorno al Trump che non piaceva si radunava un mondo che, per una certa ampia parte, rappresentava qualcosa di davvero buono e cos\u00ec, scolandosi i toni delle guerre civili intestine, Trump \u00e8 divenuto, forse malgrado s\u00e9, un simbolo e una realt\u00e0 alternative al disastro Democratico. Impossibile non sostenerlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi Trump ha vinto le elezioni e quella storia di cui egli si \u00e8 trovato al centro \u00e8 proseguita, non priva di momenti in cui si \u00e8 veduta all\u2019opera una \u201cgrazia di stato\u201d che ha centrato obiettivi indimenticabili di cui non si \u00e8 ancora finito di ringraziare n\u00e9 Trump per ci\u00f2 che di suo ci ha messo (o per gli ostacoli che non ha voluto mettervi), n\u00e9 chi quella \u201cgrazia di stato\u201d ha operato.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine Trump ha perso le elezioni del 2020 nelle urne, al contempo ha vinto fra la gente con cifre <em>record<\/em>, ma ha pure lasciato accadere quel che incrociavamo all\u2019epoca le dita non dovesse <em>mai<\/em> accadere: la dispersione di quel popolo. Come se quella \u201cgrazia di stato\u201d fosse venuta meno una volta lasciata la presidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 non significa che, dopo la presidenza Trump abbia avuto torto su tutto, ma su molto s\u00ec, e comunque non \u00e8 ancora questo il punto. Il punto \u00e8 che l\u2019uragano Donald ha spazzato sia nemici sia amici. Trump non \u00e8 mai stato un costruttore, nemmeno di palazzine. Ha sempre campato di rendita, cio\u00e8 dell\u2019immagine che ha saputo abilmente costruirsi. La cosa \u00e8 certamente servita, e la famosa grazia di cui sopra se n\u2019\u00e8 servita bene; poi per\u00f2 l\u2019arnese \u00e8 tornato giocattolo e Trump un guastatore. Anzi, un guastafeste. Gli si addiceva una pensione dorata, ha rimesso invece la maglia dello sfascista.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Stati Uniti continuano ad avere bisogno di chi sappia separare il grano dal loglio, raccogliendo l\u2019eredit\u00e0 di Trump senza tenersi anche la pula. Qualcuno che metta fine al derby pro-Trump contro anti-Trump e guardi oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aborto, per esempio, che adesso i Democratici faranno di tutto per blindare in una legge sanguinolenta e quello che altri, Trump compreso, hanno fatto di buono sul tema verr\u00e0 vanificato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>T.S. Eliot no<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La seconda cosa messa in luce della sconfitta dell\u20198 novembre \u00e8 che, con buona pace della retorica populista sulle <em>\u00e9lite<\/em>, oggi negli Stati <em>Uniti <\/em>certe <em>\u00e9lite<\/em> sono meglio del popolo bue e dei suoi sciamani con le corna. I giudici della Corte Suprema federale, per esempio, sono meglio, molto meglio di molti elettori statunitensi: gli uni scelgono la sacralit\u00e0 della vita a fondamento della <em>res publica<\/em>, gli altri vogliono la morte. Una tristezza infinita, questa, che per\u00f2 non nega l\u2019idea del padre del conservatorismo, Edmund Burke (1729-1797), secondo cui nei popoli \u00e8 insita una saggezza atavica: piuttosto conferma che non sempre la coscienza autentica del popolo \u00e8 la maggioranza, ovvero che la verit\u00e0 non \u00e8 democratica.<\/p>\n\n\n\n<p>Le elezioni dell\u20198 novembre hanno scattato questa fotografia dell\u2019esistente. I Repubblicani usciti malconci dalla partita la meditino mentre archiviano la pratica Trump.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa seconda considerazione all\u2019indomani del voto tollera pure un\u2019appendice importante. I Democratici sono pi\u00f9 furbi dei Repubblicani. Hanno un obiettivo, ideologico, e puntano verso di esso a tutta velocit\u00e0. A loro non interessa l\u2019economia, non interessa la politica estera, interessa solo lo scopo e si battono per esso. I Repubblicani dormono invece all\u2019umido, e quindi perdono. Come questo sia, oggi, possibile, richiederebbe anch\u2019esso libri di storia per essere accuratamente spiegato. Nell\u2019attesa, sarebbe necessario si svegliassero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 detto, ci si domandava ieri quale sarebbe stato domani l\u2019effetto dell\u2019uragano Donald sul conservatorismo. La risposta sta in un pensiero vergato da T.S. Eliot (1888-1965) in <em>For Lancelot Andrewes: Essays on style and order <\/em>del 1929:<em> <\/em>\u00abSe si considera una Causa dal punto di vista pi\u00f9 ampio e saggio, allora non esiste una Causa persa perch\u00e9 non esiste una Causa vinta. Combattiamo per le cause perse giacch\u00e9 sappiamo che la sconfitta e lo sgomento possono essere la premessa della vittoria di chi verr\u00e0 dopo di noi, bench\u00e9 anche quella loro vittoria sar\u00e0 temporanea; noi combattiamo pi\u00f9 per mantenere qualcosa in vita che non sperando in un qualunque trionfo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Se una verit\u00e0 da questo si pu\u00f2 trarre \u00e8 che il conservatorismo dei princ\u00ecpi non negoziabili non \u00e8 una pepita da chiudere in cassaforte, bens\u00ec un albero di vera libert\u00e0 da innaffiare, potare, concimare, accudire ogni giorno. Dimenticare di farlo anche una sola volta pu\u00f2 costare prezzi esorbitanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le elezioni \u201cdi medio termine\u201d sono una sconfitta cocente. 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