{"id":147181,"date":"2022-06-08T07:00:00","date_gmt":"2022-06-08T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=147181"},"modified":"2022-06-08T08:42:22","modified_gmt":"2022-06-08T12:42:22","slug":"storia-di-come-l-eutanasia-sia-entrata-a-palazzo-madama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/storia-di-come-l-eutanasia-sia-entrata-a-palazzo-madama","title":{"rendered":"Storia di come l\u2019eutanasia sia entrata a Palazzo Madama"},"content":{"rendered":"\n<p>Per capire meglio come si sia giunti <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it?s=eutanasia\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">all\u2019attuale dibattito sull&#8217;eutanasia<\/a>, che si \u00e8 materializzato intorno alla discussione sulla <a href=\"https:\/\/temi.camera.it\/leg18\/temi\/morte-medicalmente-assistita.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>legge sulla<\/em> <em>Morte volontaria medicalmente assistita<\/em><\/a>, occorre ricostruire l&#8217;itinerario che da oltre 10 anni sta percorrendo una certa classe politico-culturale. Al centro del dibattito, ad avallare una posizione altrimenti non difendibile, c&#8217;\u00e8 l&#8217;enfasi posta sul principio di autodeterminazione e sulla volont\u00e0 individuale come regola pressoch\u00e9 esclusiva della propria condotta.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;antefatto \u00e8 rappresentato dalla vicenda di <a href=\"https:\/\/ifamnews.com\/it?s=Eluana+Englaro\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Eluana Englaro (1970-2009)<\/a>, a tutti ben nota. L&#8217;<em>incipit<\/em> del dibattito \u00e8 comunque collegato alla consapevolezza che i pazienti non vadano lasciati soli davanti a situazioni che possono avere una propria drammaticit\u00e0, oggettiva o soggettiva. Si volevano mettere le basi normative perch\u00e9 la perdita di autonomia, la solitudine, la sensazione di essere di peso per la propria famiglia o la stessa intensit\u00e0 del dolore, non diventassero mai per il paziente una ragione sufficiente per desiderare di morire. Si voleva accompagnare il paziente con una serie di cure particolari, le cure palliative, in una fase delicata della sua vita, mentre sperimenta una fragilit\u00e0 che lo consegna in modo significativo all&#8217;affetto e alla cura dei suoi familiari e di professionisti altamente qualificati, allontanando da lui il dolore, con tutte le terapie, farmacologiche e non farmacologiche, di cui si disponeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce cos\u00ec la <em>legge <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/gunewsletter\/dettaglio.jsp?service=1&amp;datagu=2010-03-19&amp;task=dettaglio&amp;numgu=65&amp;redaz=010G0056&amp;tmstp=1269600292070\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">38\/2010<\/a><\/em><a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/gunewsletter\/dettaglio.jsp?service=1&amp;datagu=2010-03-19&amp;task=dettaglio&amp;numgu=65&amp;redaz=010G0056&amp;tmstp=1269600292070\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">, sulle <em>Disposizioni per garantire l&#8217;accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore<\/em><\/a>, a cui segue nel <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2018\/1\/16\/18G00006\/sg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">2017 la <em>legge 219<\/em>, <em>Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento<\/em><\/a>. Due leggi strettamente collegate, ma con alcuni punti di frizione evidenti, che hanno decretato una sorta di conflittualit\u00e0 permanente, a cui la Corte costituzionale ha cercato di offrire una sua risposta e una sua sintesi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-assicurare-la-cura-individuale-per-il-malato-e-per-la-sua-famiglia\"><strong>Assicurare la <\/strong><strong>cura individuale per il malato e per la sua famiglia<\/strong><strong><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La <em>legge 38\/2010<\/em> aveva questo obiettivo specifico: \u00ab\u00c8 tutelato e garantito l\u2019accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato [&#8230;] nell\u2019ambito dei livelli essenziali di assistenza [&#8230;] al fine di assicurare il rispetto della dignit\u00e0 e dell\u2019autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l\u2019equit\u00e0 nell\u2019accesso all\u2019assistenza, la qualit\u00e0 delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare la legge prevedeva che le strutture sanitarie che erogavano cure palliative e terapia del dolore assicurassero un programma di cura individuale per il malato e per la sua famiglia, nel rispetto di alcuni principi fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"has-normal-font-size wp-block-list\"><li>tutelare la dignit\u00e0 e l\u2019autonomia del malato, senza alcuna discriminazione;<\/li><li>tutelare e promuovere la qualit\u00e0 della vita fino al suo termine;<\/li><li>sostenere adeguatamente sul piano sanitario e socioassistenziale la persona malata e la sua famiglia.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il diritto a <\/strong><strong>conoscere le proprie condizioni di salute<\/strong><strong><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Mentre obiettivo prioritario della <em>legge 219\/17<\/em> era sottolineare il diritto di ogni persona a \u00abconoscere le proprie condizioni di salute ed essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonch\u00e9 riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell&#8217;eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell&#8217;accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la legge solo in questo modo \u00e8 possibile prendere autonomamente le decisioni essenziali in merito alla propria vita e alla propria salute. Per garantire il paziente da possibili modifiche o manipolazioni del suo consenso questo deve essere <em>scritto, specifico, semplice, chiaro e completo. <\/em>Nell\u2019esercizio della libert\u00e0 del paziente la legge include la possibilit\u00e0 che il paziente possa rifiutare trattamenti salvavita e perfino l\u2019idratazione e la nutrizione medicalmente assistite, aprendo di fatto la porta a quella che una volta veniva definita eutanasia passiva. E su questa possibilit\u00e0, gi\u00e0 contenuta nella <em>legge 219<\/em>, ha fatto leva la Corte costituzionale per chiedere al parlamento di intervenire e di legiferare anche in merito <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/atto\/serie_generale\/caricaArticolo?art.versione=2&amp;art.idGruppo=56&amp;art.flagTipoArticolo=1&amp;art.codiceRedazionale=030U1398&amp;art.idArticolo=580&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=1930-10-26&amp;art.progressivo=0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">all\u2019articolo 580 del <em>Codice penale<\/em><\/a>, in materia di suicidio assistito.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Medici ridotti a stenografi notarili<\/strong><strong><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 evidente il cambiamento, l\u2019evoluzione culturale che marca il passaggio tra le due leggi. In entrambe lo scenario \u00e8 offerto da quella fase della vita in cui il paziente, sperimentando una nuova fragilit\u00e0, matura la consapevolezza che, in quel momento, per lui non ci sono nuovi farmaci disponibili a risolvere in via definitiva la sua malattia. Percepisce l\u2019irreversibilit\u00e0 della sua malattia e in lui pu\u00f2 affacciarsi la tentazione del suicidio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il medico, d&#8217;altra parte, secondo la <em>legge 219\/2017<\/em>, potr\u00e0 fare solo ci\u00f2 che egli decide, con un approccio di tipo notarile: \u00e8 buono tutto ci\u00f2 che il malato chiede, e le sue richieste non possono essere disattese.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra la <em>legge 38<\/em>, tutta costruita intorno alla relazione di cura nei confronti del paziente, per cui questi a casa o in <em>hospice<\/em> non dovrebbe mai sentirsi solo, e la<em> legge 219<\/em>, in cui il paziente ha il diritto di decidere da s\u00e9 ci\u00f2 che vuole, compresa la rinuncia a qualunque tipo di trattamento, c\u2019\u00e8 un <em>gap<\/em> fortissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le cure palliative si adattano come un guanto alla condizione del malato mano a mano che la sua condizione muta e la terapia del dolore pu\u00f2 spingersi sempre pi\u00f9 avanti per mitigare la sua sofferenza, l\u2019enfasi posta sulla autonomia del paziente, depotenzia la relazione medico-paziente, perch\u00e9 riconosce al primo solo il dovere di attenersi alle direttive del paziente, e al secondo il diritto di dettare la linea in conformit\u00e0 con la legge sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il paziente decide di morire<\/strong><strong><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 facilmente comprensibile quindi che il terzo <em>step<\/em> di questo itinerario sia quello previsto dalla <em>legge sulla Morte volontaria medicalmente assistita<\/em>. Il paziente decide di morire perch\u00e9 la sua condizione gli appare irreversibile, per di pi\u00f9 accompagnata da forti dolori, e quindi chiede e pretende dal medico un suicidio senza dolore e senza sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella relazione tra medico e paziente, che include peraltro anche i familiari del secondo, e che rappresenta il cuore della <em>legge 38<\/em>, \u00e8 stata sterilizzata dalla <em>legge 219<\/em>. In questa legge la solidariet\u00e0, l\u2019empatia, la condivisione tra medico e paziente sono poste decisamente in secondo piano rispetto all\u2019autonomia e al mito di una volont\u00e0 assoluta con cui il paziente autodetermina ci\u00f2 che vuole, anche sotto il profilo penale, perch\u00e9 il medico non pu\u00f2 sottrarsi alle sue richieste.<\/p>\n\n\n\n<p>Era quindi facile prevedere che si sarebbe potuti giungere al terzo ddl della serie, approvato alla Camera e attualmente in discussione in Senato, <em>Morte volontaria medicalmente assistita<\/em>. La legge attualmente in studio in Senato ha come obiettivo centrale quello di soddisfare la richiesta di \u00absuicidio assistito\u00bb \u2012 vera e propria forma di eutanasia \u2012, quando sembra che tutte le cure, comprese quelle palliative, non siano pi\u00f9 in grado di offrire risposte soddisfacenti per una qualit\u00e0 di vita, che appare decisamente insopportabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale la pena sottolineare che la legge non usa mai il termine \u00abeutanasia\u00bb, come se questa parola potesse evocare una sorta di rifiuto e di riprovazione morale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019autodeterminazione a morire<\/strong><strong><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Le vicende che hanno condotto il parlamento a prendere in esame questa richiesta drammatica sono ben note e riguardano casi come quello di Fabiano Antoniani (1977-2017), il dj divenuto tetraplegico dopo un grave incidente d\u2019auto, che Marco Cappato aveva accompagnato a morire in Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p>Cappato, al ritorno, si era autoaccusato di reato per essersi spinto oltre quanto previsto dall\u2019articolo 580 del <em>Codice penale<\/em>, che tuttora proibisce il \u00absuicidio assistito\u00bb. La vicenda venne sottoposta alla Corte costituzionale, che emise una <a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/actionSchedaPronuncia.do?anno=2019&amp;numero=242\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sentenza, la 242 del 2019<\/a>, in cui da un lato depenalizzava il \u00absuicidio assistito\u00bb in determinate circostanze, ma dall&#8217;altro raccomandava il ricorso alle cure palliative, facendone quasi una <em>conditio sine qua non<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La sentenza, come \u00e8 noto, non aboliva l\u2019articolo del <em>Codice<\/em>, me ne riduceva i margini di applicazione, alla luce della <em>legge 219<\/em> del 2017 sulle DAT, per parziali conflitti di natura costituzionale. La sentenza in buona sostanza sottolineava che, se al malato tutto \u00e8 possibile, in virt\u00f9 del principio di autodeterminazione, e nulla poteva essergli negato, non si capiva perch\u00e9 gli si dovesse impedire di farsi aiutare nel momento in cui decideva di morire.<\/p>\n\n\n\n<p>La Corte evidenziava come il parlamento avesse fatto una legge, senza valutarne fino in fondo tutte le implicazioni e sollecitava il parlamento stesso a completare il proprio lavoro. La <em>legge 219\/17<\/em>, intensamente voluta da Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, sfruttava l\u2019ambiguit\u00e0 della formulazione proprio per approdare pochi anni dopo a una legge come quella sulla <em>Morte volontaria medicalmente assistita<\/em>. La legge sulle DAT insiste sul principio di autodeterminazione del paziente, senza tener affatto conto dei profondi condizionamenti interiori, dettati dal dolore e dalla sofferenza, e di quelli esteriori, in cui il paziente teme di essere di peso e paventa il rischio dell\u2019abbandono e della solitudine.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Equivoci. Grandi, enormi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La richiesta suicidaria \u00e8 trattata infatti supponendo che il soggetto sia perfettamente libero e la complessit\u00e0 emotiva dei suoi sentimenti, delle sue paure e delle sue illusioni sia, comunque, sotto controllo. \u00c8 il grande equivoco della richiesta di eutanasia, che nelle intenzioni dei proponenti dell&#8217;attuale ddl rappresenta un atto di libert\u00e0 perfetta, mentre tutti conosciamo quanti e quali siano i condizionamenti a cui sono esposte le persone in determinate condizioni e circostanze di dolore e perdita di autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019evidente conflittualit\u00e0 sul piano razionale ed emotivo nell\u2019ipotesi di un soggetto che pu\u00f2 chiedere volontariamente di morire, facendo perno sul suo diritto all\u2019autodeterminazione, e la sua incapacit\u00e0 di farlo da solo che gli ripropone immediatamente il bisogno di un rapporto umano, di una relazione che vorrebbe essere di solidariet\u00e0, anche se appare distorta nelle motivazioni e nella prassi esecutiva.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro grande equivoco di quanti sostengono la legittimit\u00e0 di questo ddl \u00e8 che davvero il dolore, fisico e spirituale, sia diventato un compagno insopportabile che non si riesce a controllare in alcun modo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario superare questa convinzione. In questi ultimi anni sono state acquisite conoscenze precise sui meccanismi fisiologici che governano il dolore e sono molteplici le metodologie di intervento che permettono di controllarlo. Il dolore \u00e8 un segnale di allarme utile per la comprensione della malattia, non una condizione ineluttabile. Attualmente disponiamo di una vasta gamma di farmaci che permettono di controllare il dolore, dai pi\u00f9 leggeri ai pi\u00f9 potenti; sono farmaci sicuri che includono gli oppioidi, in particolare la morfina. Se assunti correttamente, sotto controllo medico, sono eccellenti analgesici, e la loro assunzione non abbrevia la vita e non altera lo stato di coscienza. Ma quest&#8217;ultima legge non ha come obiettivo aiutare il paziente a vivere, intende solo garantire che la volont\u00e0 di morte del paziente sia rispettata e chi lo aiuter\u00e0 non subir\u00e0 alcuna conseguenza negativa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La morte cercata e facilitata dal Sistema sanitario nazionale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La nuova legge, infatti, si sforza di definire una sorta di protocollo che garantisce il medico rassicurandolo sul fatto che per lui non ci saranno conseguenze negative. Non parla affatto di prevenzione del suicidio; non richiede a medici e <em>caregiver<\/em> di essere supportivi, attivi, empatici e consapevoli, di prestare attenzione ad eventuali segnali di pericolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si \u00e8 detto pi\u00f9 volte, il quadro di riferimento della nuova legge sulla <em>Morte volontaria medicalmente assistita<\/em> non \u00e8 il tempo proprio del fine vita, ma la condizione clinica irreversibile. Basterebbe la genericit\u00e0 di questa espressione per mostrare come si tratti di una prateria enorme, in cui ci sono patologie che ancora conosciamo poco e male, per esempio le malattie rare, comprese quelle che non hanno ancora neppure nome; quelle per cui mancano farmaci <em>ad hoc<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;eutanasia, che si tratti sia di \u00absuicidio assistito\u00bb sia di \u00abomicidio del consenziente\u00bb, mettendo fine alla vita del paziente, non risolve alcun problema: semplicemente uccide intenzionalmente una persona tramite la somministrazione di farmaci letali.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista biopolitico e biogiuridico, oltre che bioetico, vale la pena sottolineare come la <em>legge 38<\/em> sia ancora troppo poco applicata, nonostante gli infiniti effetti positivi che ha avuto, che ha e che potr\u00e0 avere in un futuro; della seconda, la <em>legge 219\/2017<\/em>, si sa che attualmente a 5 anni dalla approvazione della legge i famosi testamenti biologici sono davvero pochissimi; mentre la terza legge \u00e8 una apertura diretta alla morte, cercata, voluta e facilitata dallo stesso Sistema sanitario nazionale, che smette di curare per porre fine alla vita dei pazienti.<\/p>\n\n\n\n<p>La battaglia sulla eutanasia appartiene a un filone di pensiero che ha fatto della libert\u00e0 un assoluto, ignorando la complessit\u00e0 dei fattori che condizionano la nostra stessa volont\u00e0 di vivere. Proprio per questo \u00e8 urgente dare vita a una intensa azione di prevenzione del suicidio nei casi in cui il rischio appare prossimo e concreto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre leggi e due sentenze della Corte costituzionale: capire come prevenire la richiesta eutanasica attraverso la lotta al dolore<\/p>\n","protected":false},"author":1015,"featured_media":147200,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"mc4wp_mailchimp_campaign":[],"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"subtitle":"Tre leggi e due sentenze della Corte costituzionale: capire come prevenire la richiesta eutanasica attraverso la lotta al dolore, alla solitudine e alla perdita di autonomia 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