{"id":10436,"date":"2020-03-05T00:00:37","date_gmt":"2020-03-05T05:00:37","guid":{"rendered":"https:\/\/ifamnews.com\/?p=10436"},"modified":"2020-03-06T03:43:15","modified_gmt":"2020-03-06T08:43:15","slug":"farmaci-insostenibili-esiste-un-diritto-alla-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifamnews.com\/it\/farmaci-insostenibili-esiste-un-diritto-alla-salute","title":{"rendered":"Farmaci insostenibili: esiste un diritto alla salute?"},"content":{"rendered":"<p class=\"last-updated\">Last updated on marzo 6th, 2020 at 03:43 am<\/p>\n<p>\u00c8 notizia recente l\u2019arresto di due persone che, a maggio, si erano introdotte nell&#8217;ospedale di Orbassano, in provincia di Torino, per <a href=\"https:\/\/lastampa.it\/torino\/2020\/02\/14\/news\/presi-i-ladri-che-svuotarono-la-farmacia-dell-ospedale-san-luigi-di-orbassano-1.38468328\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rubare confezioni di farmaci chemioterapici molto costosi<\/a> per un valore complessivo di 1,3 milioni di euro. Stessa cosa era accaduta prima <a href=\"https:\/\/ilfattoquotidiano.it\/2019\/07\/08\/milano-rubati-farmaci-antitumorali-per-400mila-euro-allospedale-di-rho\/5310420\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">in luglio<\/a> a Milano e poi <a href=\"https:\/\/unionesarda.it\/articolo\/news-sardegna\/cagliari\/2019\/08\/05\/maxi-furto-al-santissima-trinitarubati-farmaci-per-oltre-500mila-136-913233.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">in agosto<\/a> a Cagliari, dove l&#8217;ammontare dei furti di farmaci antitumorali, sempre costosi e sempre difficili da reperire se non in ambito ospedaliero, ammont\u00f2, rispettivamente, a 400mila e a 600mila euro. Indubbiamente la refurtiva era destinata al mercato nero. Ma, al di l\u00e0 della mera cronaca, la questione dei medicamenti costosi e della loro reperibilit\u00e0 \u00e8 tema ben pi\u00f9 complesso, che cela un dibattito su cui molti Paesi occidentali si stanno ultimamente concentrando. <\/p>\n\n\n\n<p>Grazie allo sviluppo della ricerca, sono stati introdotti sul mercato alcuni farmaci innovativi dai costi, appunto, \u201cinsostenibili\u201d. Tanto per fare un esempio, sono disponibili superfarmaci con costi che arrivano a sfiorare i 100mila euro a ciclo terapeutico. L&#8217;Italia si \u00e8 gi\u00e0 trovata a trattare l\u2019argomento in particolare per i nuovi antivirali ad azione diretta, i cosiddetti \u00abDirect-Acting Antivirals\u00bb (DAAs), adatti a trattare pazienti affetti da epatite C. \u00c8 indubbio che questa nuova terapia, estremamente costosa, abbia trasformato completamente il modo di trattare e di curare questa patologia, ma rimane centrale il problema dei costi. L&#8217;alto costo mette infatti a dura prova  la <em>governance<\/em> sanitaria , che, anche a causa della scarsit\u00e0 di risorse in cui spesso \u00e8 costretta a muoversi, si trova impossibilitata a offrire il ciclo completo di un trattamento a tutti i pazienti. Se non \u00e8 per\u00f2 il sistema sanitario nazionale o regionale a pagare le spese delle cure di questi nuovi trattamenti, sorge immediatamente un altro problema: \u00e8 lecito lasciare al privato, al singolo, la possibilit\u00e0 di accedere o meno alle cure suddette, vincolate, di fatto, alle capacit\u00e0 economiche di ciascuno? \u00c8 moralmente accettabile che solo pochissimi tra i pi\u00f9 ricchi possano permettersi l&#8217;accesso a queste cure costose?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Innovativi?\nNo, nuovi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Prima di tutto c&#8217;\u00e8 da chiedersi cosa voglia dire esattamente che un farmaco \u00e8 insostenibile. Secondo un articolo scritto da L.B. Saltz, del Dipartimento di Medicina del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, su <a href=\"https:\/\/ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/26501848\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Jama Oncology<\/em><\/a> nel 2016, una buona definizione di insostenibile potrebbe essere il \u00abnon essere in grado di essere mantenuto e supportato nel futuro, specialmente senza causare danno o esaurimento di una risorsa\u00bb. Nel caso specifico, vuol dire che un farmaco, in base al costo e all&#8217;efficacia, non pu\u00f2 essere supportato dal sistema sanitario o pu\u00f2 esserlo solo in parte. Inoltre va indagata la questione della proporzionalit\u00e0 tra l&#8217;alto costo e l\u2019innovazione reale ed effettiva del preparato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre secondo Saltz, per valutare i <em>benefit<\/em> che una nuova terapia farmacologica apporta al trattamento di una certa patologia, andrebbe valutata non solo l&#8217;efficacia sul paziente, ma anche la tossicit\u00e0, i cosiddetti effetti collaterali, e, ovviamente, i costi. Saltz infatti sottolinea che il valore di una terapia \u00e8 determinato anche dalla possibilit\u00e0 che un paziente abbia di accedervi in maniera abbastanza semplice e il costo alto \u00e8 un dunque limite enorme. Basti pensare che negli anni 1970 una terapia oncologica costava circa 170 dollari statunitensi al mese, mentre dal 2014 si attesta intorno ai 10mila. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo incremento dei costi di trattamento, riscontrabile su diversi farmaci utili a patologie differenti, corrisponde per\u00f2 davvero a un incremento dell&#8217;innovazione del trattamento medesimo? <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo un altro studio, sempre pubblicato su <em><a href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamaoncology\/fullarticle\/2212206\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jama Oncology<\/a><\/em>, di 51 farmaci introdotti sul mercato ed esaminati tra il 2009 e il 2013, soltanto 21 possedevano nuovi meccanismi di azione farmacologica. E, oltretutto, l&#8217;alto costo non era strettamente correlato all&#8217;efficacia dell\u2019azione: \u00abI nostri risultati suggeriscono che i modelli di prezzo corrente non siano razionali, ma riflettano semplicemente ci\u00f2 che il mercato sosterr\u00e0\u00bb. Il costo di questi farmaci analizzati appare quindi del tutto indipendente dal guadagno apportato per ciascun singolo paziente in termini di sopravvivenza e di miglioramento rispetto all&#8217;evolversi della malattia. In parole povere, molti di questi farmaci, pi\u00f9 che realmente <em>innovativi<\/em>, sono semplicemente <em>nuovi<\/em>, ossia farmaci simili ad altri gi\u00e0 esistenti, che vengono immessi sul mercato con nomi nuovi, per diversificare l&#8217;offerta, ma che non apportano significativi cambiamenti di trattamento terapeutico. In questo caso il costo maggioritario, che a volte supera di tre volte il costo del farmaco gi\u00e0 esistente, non sarebbe quindi giustificato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non\ntutto a tutti, ma a tutti quanto necessario<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Pur consapevoli che l&#8217;industria farmaceutica risponda a leggi di mercato ben precise, bisogna capire se e come un sistema sanitario sia tenuto ad acquistare o rimborsare farmaci pi\u00f9 o meno efficaci e altamente costosi. La questione dei costi rimane quindi centrale e determinare, in assenza di risorse illimitate, fino a che punto una societ\u00e0 sia disposta a pagare per una terapia estremamente costosa di cui possa beneficiare solo un gruppo ristretto di pazienti, \u00e8 un dibattito che non riguarda solo soggetti di area medica. \u00c8 anzitutto un problema di giustizia sociale. Anzi, pi\u00f9 precisamente di giustizia distributiva, che in ambito strettamente sanitario, come ricorda un <a href=\"https:\/\/medicinaemorale.it\/index.php\/mem\/article\/view\/596\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">articolo pubblicato su <em>Medicina e Morale<\/em><\/a>, deve affrontare necessariamente tre questioni: quante e quali risorse destinare al settore sanitario, dove allocarle, in che ambito e soprattutto come ripartirle in maniera oculata, e infine distribuire in maniera equa, per necessit\u00e0, le risorse disponibili. Non tutto a tutti, ma a tutti quanto necessario. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i modelli\nfin qui proposti per risolvere l&#8217;annosa questione a partire dal <em>risk sharing<\/em>, ossia un rimborso parziale\ndel costo del trattamento effettuato dallo Stato per i pazienti idonei alla\nterapia in base all&#8217;efficacia ottenuta a trattamento concluso, costringono a\ndomandarsi quanto una societ\u00e0 sia disposta a pagare per la salute di ogni singolo\nmembro. Perch\u00e9 \u00e8 chiaro che, se si investe un&#8217;ingente somma di denaro pubblico\nper trattare una singola patologia per un gruppo preciso e ristretto di\npazienti, si usano risorse che potrebbero essere impiegate altrove, magari per\nun numero maggiore di bisogni sanitari. Quando le risorse finanziarie destinate\nalla salute sono limitate, le scelte su come e dove esse verranno investite, rimane\ncentrale. Ma il problema non si esaurisce solo attraverso una politica\nsanitaria precisa. Accanto a essa infatti, emerge un&#8217;altra questione relativa al\nproblema: la sua dimensione etica.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione \u00e8 etica perch\u00e9 alcune patologie possono derivare anche da comportamenti e da abitudini sbagliate assunte dal singolo nel tempo, chiamando dunque in causa la responsabilit\u00e0 di ciascuno. \u00c8 questione etica perch\u00e9 l&#8217;interesse economico, sia il guadagno delle case farmaceutiche sia la spesa della <em>governance<\/em>, decide e determina chi possa realmente rimettersi in salute e chi no. &nbsp;\u00c8 questione etica perch\u00e9 spesso riguarda l&#8217;attenzione e la cura che si ha dell&#8217;ambiente in cui si vive, cofattore determinante nell&#8217;insorgenza di moltissime patologie. Ed \u00e8 infine questione etica perch\u00e9 riguarda la persona e la sua salute, il concetto di vita a esse collegato e la possibilit\u00e0 di esprimere la vita nella propria interezza esprimendo tutti se stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 una questione solo per addetti ai lavori. \u00c8 anzitutto un problema di giustizia sociale<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":10441,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"give_campaign_id":0,"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"mc4wp_mailchimp_campaign":[],"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"subtitle":"Non \u00e8 una questione solo per addetti ai lavori. \u00c8 anzitutto un problema di giustizia sociale","format":"standard","video":"","gallery":"","source_name":"","source_url":"","via_name":"","via_url":"","override":[{"single_blog_custom":"","sidebar":"","second_sidebar":"","share_position":"","share_float_style":"","post_date_format":"","post_date_format_custom":"","post_reading_time_wpm":"","zoom_button_out_step":"1","zoom_button_in_step":"1","number_popup_post":"1"}],"image_override":[{"single_post_thumbnail_size":"","single_post_gallery_size":""}],"trending_post_position":"","trending_post_label":""},"jnews_primary_category":{"id":""},"jnews_social_meta":{"fb_title":"","fb_description":"","fb_image":"","twitter_title":"","twitter_description":"","twitter_image":""},"jnews_override_counter":{"view_counter_number":"0","share_counter_number":"0","like_counter_number":"0","dislike_counter_number":"0"},"footnotes":""},"categories":[779],"tags":[1198,1879,1882,1056],"class_list":["post-10436","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza","tag-medicina","tag-mercato","tag-servizio-sanitario-nazionale","tag-welfare-state"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v25.9 (Yoast SEO v25.9) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Farmaci insostenibili: esiste un diritto alla salute? 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